Via libera in consiglio regionale alla mozione su Marchetto, FdI vota contro – Cronaca
TRENTO. Il Consiglio regionale del Trentino Alto Adige ha approvato con 55 voti favorevoli e 4 contrari la mozione che chiede di “collocare, in un luogo adeguato e accessibile al pubblico presso la sede della Regione autonoma una targa commemorativa dedicata a Clara Marchetto” – attivista dell’Asar e fondatrice del Pptt, invisa ai meloniani perché considerata antitaliana e una spia – e di “promuovere una ricerca scientifica sulla figura e sull’operato di Clara Marchetto”, assicurandone “la più ampia ed opportuna diffusione pubblica”.
La mozione, primo firmatario il presidente del Consiglio regionale Roberto Paccher (Lega), aveva spaccato la maggioranza trentina, creando ancora tensioni tra Lega e FdI, come già avvenuto nel corso della legislatura, con l’assessora provinciale del Trentino, Francesca Gerosa, in quota Fratelli d’Italia, che si era espressa contro. E in aula i voti contrari sono stati quelli dei consiglieri regionali di Fratelli d’Italia, tra cui Marco Galateo, secondo cui “la maggior parte delle persone non sapeva neanche chi fosse questa figura. Il Consiglio regionale si è occupato per settimane dell’intitolazione di una targa e ora di una sala nel palazzo della Regione, lanciando un messaggio indiretto ai cittadini, che però chiedono ai rappresentanti politici di trovare soluzioni ai problemi concreti che vivono tutti i giorni. Difendere la libertà e la democrazia rimane sicuramente un presidio importante per ogni consesso democratico e istituzionale, ma questo poteva essere agevolmente assolto con l’intitolazione della stessa targa e della stessa sala ad esempio ad Alcide De Gasperi, padre dell’autonomia del Trentino Alto Adige Sudtirol. Si è scelta invece la strada della polemica, della divisione, occupandocene per settimane, su una figura che i tribunali antifascisti del dopoguerra hanno dichiarato essere stata collegata con interessi e forze straniere. Fratelli d’Italia vota contro quindi non per la difficoltà ad affermare principi democratici, ma perché vogliamo occuparci dei problemi reali delle persone e concentrarci sull’affermare i principi democratici attraverso figure che sono universalmente riconosciute portatrici di questi valori”.




