Auto, Urso: “Basta rinvii, la Ue cambi rotta sulla transizione all’elettrico”
ROMA – “La Ue cambi rotta sulla transizione verso l’elettrico”. L’amministratore delegato di Stellantis, Antonio Filosa, è collegato con l’Auditorium della Tecnica, cosi come il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, mentre sul palco c’è Roberto Vavassori, presidente dell’Anfia, l’associazione delle imprese dell’indotto auto. La linea è comune, anche se Filosa mette in evidenza “i problemi di competitività del Paese e i costi dell’energia e del lavoro”, mentre Urso annuncia un documento fatto insieme a Berlino, che dovrebbe uscire fra poche ore, e la ripresa del tavolo auto a partire da gennaio. L’occasione è l’assemblea pubblica di Anfia 2025: “Il futuro è adesso”.


“Mi auguro di poter presentare, tra poche ore, un documento congiunto di politica industriale italo-tedesco che indica la strada su cui noi chiediamo che la commissione Europea e si incammini velocemente, su auto e siderurgia”, ha spiegato Urso. E ha poi aggiunto: “Il futuro dell’Europa si decide in questi giorni ed è a un bivio tra declino inarrestabile e rilancio industriale. Non possiamo più aspettare – continua Urso – e sono convinto che il documento debba partire dalle ragioni dell’Europa”, ovvero sul “principio della libertà, libertà della scienza, della tecnologia, dell’impresa e dei cittadini di scegliere quale veicolo adottare”.
Oggi la Commissione della Unione Europea avrebbe dovuto annunciare le modifiche al percorso di riduzione delle emissioni in vista del 2035, anno di passaggio dalla mobilità termica a quella elettrica. Il tutto è stato rinviato al 16 dicembre, pochi giorni per superare lo stallo soprattutto su un punto: il mantenimento delle auto ibride plug-in. Urso: “Non so fin dove si spingerà von der Leyen il 16, ma noi siamo determinati ad andare in fondo e non ci accontenteremo di palliativi, misure tampone e rinvii a ulteriori decisioni. Il tempo delle decisioni è questo ed è il tempo delle decisioni radicali perché serve una revisione radicale delle regole del green deal”.
Filosa, che spiega come gli acquisti in italia del gruppo siano saliti a 7 miliardi, sottolinea che “i dazi statunitensi per noi sono un segnale chiaro: gli Stati Uniti hanno modificato le loro regole con grande pragmatismo per riportare investimenti e produzione nei propri stabilimenti. In questo contesto, Stellantis è una delle poche aziende automobilistiche globali che dispone di una rilevante capacità produttiva negli Stati Uniti e questo ci garantisce un chiaro vantaggio rispetto a molti dei nostri concorrenti”. E poi fa il paragone con il Vecchio continente: “Una situazione differente rispetto a quella in cui operiamo qui in Europa, dove le normative troppo stringenti e l’eccessiva dipendenza dalle catene di fornitura extra-europee ci impediscono di guardare al futuro con la stessa fiducia”, dice Filosa.


L’ad di Stellantis, che ha come primo azionista Exor che controlla anche Repubblica, guarda anche a livello italiano: “Aspettiamo l’applicazione di queste misure a livello europeo, però, è fondamentale salvaguardare la produzione nazionale”. E poi aggiunge: “In Italia, infatti, soffriamo una grave mancanza di competitività rispetto ad altre regioni, anche all’interno della stessa Europa, con Paesi che riescono a conquistare importanti condizioni di maggior competitività per le proprie imprese”, spiegando che “per garantire il futuro dell’intera filiera italiana, dobbiamo colmare con urgenza questo divario di competitività attraverso azioni strategiche da indirizzare sia a livello europeo che nazionale focalizzate sul costo dell’energia, sul costo del lavoro e proprio sulla catena di fornitura”.
Il numero uno dell’Anfia, Vavassori, sottolinea che “il 2025 è stato una valle della morte per la produzione automotive italiana, è il peggio che abbiamo conosciuto. Da qui non si può fare peggio”. E aggiunge: “Quindi dal 2026 io mi sono preso l’impegno davanti ai miei associati e non solo che ricominciamo a crescere grazie al piano Italia Stellantis”.
Source link
