cosa dice il report sulle strutture ospedaliere in Italia
10.12.2025 – 8.30 – Il Programma Nazionale Esiti dell’Agenzia per i servizi sanitari regionali (Agenas) ha presentato un report che individua le strutture ospedaliere più performanti in Italia. Il progetto, presentato ieri al Ministero della Salute, ha analizzato 1.117 strutture ospedaliere pubbliche e private a livello nazionale, valutandole sulla base di otto aree cliniche fondamentali: nefrologia, chirurgia generale, chirurgia oncologica, gestione di gravidanza e parto, ambito cardiocircolatorio, nervoso, respiratorio e osteomuscolare. Nello specifico, la ricerca si è servita di uno strumento per le attività di audit, il cosiddetto “treemap”, capace di elaborare una rappresentazione grafica sintetica della qualità delle cure. Sono 15 gli ospedali italiani che, esaminati sulla base di almeno 6 degli 8 parametri, hanno raggiunto un livello “alto” o “molto alto”: a ottenere le valutazioni migliori sono l’Ospedale di Sivigliano in Piemonte e l’Ospedale di Mestre in Veneto. Nella classifica generale di Agenas, il Friuli Venezia Giulia non compare tra le prime 15 posizioni: tuttavia, l’eccellenza della nostra regione si conferma in molteplici settori, che possono vantare strutture dal livello “molto alto”.
In generale, i dati raccolti testimoniano ancora una volta il divario profondo che persiste tra Nord e Sud del Paese. In effetti, dei 15 ospedali più performanti e conformi agli standard previsti dalla legge, 14 si trovano al Centro-Nord. La Lombardia è in testa alla classifica con cinque strutture d’eccellenza, seguita dal Veneto con tre centri e dall’Emilia-Romagna, che ne conta due: Toscana, Marche e Umbria contribuiscono ciascuna con un ospedale. Al Sud, l’unica eccellenza riconosciuta è l’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di Napoli in Campania. Sono invece 198 le strutture “rimandate”, quasi il 20% delle 1117 esaminate: queste dovranno essere sottoposte a un processo di revisione della qualità tramite audit. Si registra in ogni caso un miglioramento, rispetto ai 239 ospedali rimandati l’anno scorso, 68 dei quali hanno ad oggi superato la criticità. 26 nuove strutture critiche sono state identificate quest’anno, di cui soltanto una in Friuli Venezia Giulia. “Le strutture che mostrano livelli bassi o molto bassi di aderenza agli standard di qualità sono risultate 14: si tratta di piccole realtà ospedaliere valutate su poche aree cliniche, mentre nessuna tra le strutture plurispecialistiche più grandi mostra situazioni di gravi criticità”, spiega Agenas. Al tempo stesso, continua l’Agenzia, “le strutture che ottengono livelli di valutazione alti/molto alti su tutte le aree valutate sono di poco superiori al 10% di quelle complessivamente analizzate”, per un totale di 189 strutture eccellenti su 1117 valutate.
In Friuli Venezia Giulia, le punte di diamante si individuano in diversi settori: a Trieste, il Presidio Ospedaliero Cattinara e Maggiore spicca in ambito cardiocircolatorio, mentre il Centro Riferimento Oncologico (Cro) di Aviano (Pordenone) si conferma un’eccellenza di Chirurgia oncologica. Per quanto riguarda la gestione di Gravidanza e parto, il livello risulta “molto alto” al Presidio Ospedaliero Santa Maria degli Angeli di Pordenone, all’Irccs Burlo Garofolo di Trieste e all’ospedale di San Daniele del Friuli (Udine). Quest’ultimo presidio registra in particolare un livello “molto alto” in ambito osteomuscolare, insieme con il PO Gorizia e Monfalcone (sede di Monfalcone). Ammontano a 4 le strutture del FVG che, rispetto allo scorso anno, hanno implementato la qualità dei propri servizi: si tratta del Presidio Ospedaliero Santa Maria degli Angeli di Pordenone, il P.O. di San Vito al Tagliamento (Pordenone), il P.O. Latisana e Palmanova (sede Palmanova, Udine) e il Presidio dell’ Ospedale di Cattinara e Maggiore a Trieste.
In linea di massima, la qualità dell’assistenza registra un miglioramento a livello nazionale: tuttavia, i tecnici dell’Agenas segnalano che “il sistema rimane segnato da forti diseguaglianze territoriali, e da un notevole divario Nord-Sud sui volumi per la chirurgia oncologica complessa di pancreas e retto, sulla tempestività di accesso a procedure salvavita e sull’appropriatezza clinica in area materno-infantile”.
[b.m.]



