Usa la carta di credito del datore di lavoro e spende 10 mila euro: denunciato a San Candido – Pusteria Gardena Badia
SAN CANDIDO. I carabinieri della Stazione di San Candido hanno denunciato un uomo di 58 anni, residente in Piemonte, accusato di aver utilizzato in modo illecito la carta di credito del proprio datore di lavoro. La vicenda è emersa dopo la querela presentata da un cittadino italiano residente in Lombardia e domiciliato in Alta Pusteria, che si era accorto di movimenti sospetti sul proprio estratto conto. Secondo quanto ricostruito dai militari, l’autista si sarebbe impossessato furtivamente della carta approfittando del rapporto di fiducia instaurato con la vittima.
L’indagato, nonostante non disponesse dell’autorizzazione, avrebbe effettuato circa 30 operazioni tra ricariche di carte Postepay e prelievi in contanti. I movimenti sarebbero stati compiuti principalmente in tabaccherie, istituti di credito e uffici postali dei comuni di San Candido e Dobbiaco, per una spesa totale di circa 10 mila euro. L’uomo è stato quindi deferito in stato di libertà all’Autorità giudiziaria di Bolzano, mentre proseguono gli approfondimenti per verificare la presenza di eventuali ulteriori episodi simili.
L’inchiesta è nata da alcuni controlli interni effettuati dal denunciante, che avrebbe notato transazioni anomale associate a luoghi e orari nei quali non si trovava fisicamente. Da qui la decisione di rivolgersi ai carabinieri, che hanno avviato gli accertamenti tecnici e acquisito le movimentazioni dei terminali presso cui sarebbero stati effettuati i pagamenti. I riscontri bancari e postali avrebbero permesso di ricostruire la sequenza delle operazioni contestate.
L’Arma ricorda a tutti i cittadini l’importanza di proteggere i propri strumenti di pagamento elettronico, evitando di lasciarli incustoditi o di condividere i codici, anche quando si ritiene di avere piena fiducia nelle persone a cui vengono affidati. L’invito è quello di controllare periodicamente gli estratti conto e di segnalare immediatamente eventuali anomalie. Le indagini proseguono coordinandosi con l’Autorità giudiziaria competente.




