Lazio

il villaggio natalizio diventa il cuore della politica italiana

È partita questa mattina l’edizione numero 26 di Atreju, la storica kermesse della destra italiana targata Fratelli d’Italia.

Per una settimana, fino al 14 dicembre, i giardini di Castel Sant’Angelo diventano il centro del dibattito politico nazionale, incastonati tra il Tevere e il via vai dei turisti che affollano il lungotevere.

L’intervento più atteso, quello della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, arriverà solo nel giorno di chiusura.

Nel frattempo, sul palco si alterneranno ministri, leader politici di maggioranza e opposizione, insieme a volti noti della società civile, del mondo della cultura e dello spettacolo.

Atreju, ricordano gli organizzatori, vuole essere “un evento di parte ma non di partito”: un luogo in cui il confronto, anche acceso, è considerato un valore.

E infatti, come ogni anno, la lista degli ospiti pesca in tutti gli schieramenti, anche se non mancano le assenze pesanti. Su tutte quella della segretaria del Pd Elly Schlein, sfumata dopo il mancato accordo su un possibile faccia a faccia con Meloni.

Il tema scelto per questa edizione è “Sei diventata forte – L’Italia a testa alta”. In programma ci sono più di 400 ospiti e 81 dibattiti, con focus che spaziano dalla riforma della giustizia al premierato, dalla sicurezza alla nuova centralità internazionale del Paese.

A fare da cornice, un vero e proprio villaggio natalizio: mercatini, prodotti tipici, luci, musica e una pista di pattinaggio che sta già attirando famiglie e curiosi.

Quest’anno trovano spazio anche due mostre. La prima, il “Bullometro”, usa toni ironici per “misurare” gli insulti e le parole considerate offensive provenienti dal fronte progressista.

La seconda, dedicata al tema dell’egemonia, raccoglie figure molto diverse tra loro – da Pasolini a Nicola Calipari, da Simone Veil ad Amedeo Guillet – unite dall’idea di rappresentare valori come coraggio, libertà e ricerca.

Sul fronte internazionale, uno degli ospiti più attesi è il presidente dell’Autorità Palestinese Abu Mazen, previsto per il 12 dicembre. Nello stesso cartellone figurano esponenti del Likud, nell’ambito dell’assemblea ECR, e Rom Braslavcki, ex ostaggio di Hamas, che interverrà il 7 dicembre.

Il 13 dicembre sarà la volta dei leader dell’opposizione: attesi Giuseppe Conte, Carlo Calenda, Angelo Bonelli e Matteo Renzi.

Fitto il parterre istituzionale: dai presidenti di Regione Francesco Rocca, Marco Marsilio e Roberto Occhiuto ai sindaci di Roma, Roberto Gualtieri, e Napoli, Gaetano Manfredi.

Grande attenzione anche al dibattito sulla separazione delle carriere, con il ministro della Giustizia Carlo Nordio (11 dicembre) e interventi del presidente dell’ANM Cesare Parodi, di Silvia Albano di Magistratura democratica e dell’ex pm Antonio Di Pietro.

Torna inoltre una figura storica della destra italiana: Gianfranco Fini, che l’8 dicembre dividerà il palco con l’ex sindaco Francesco Rutelli, a 32 anni dal loro duello per il Campidoglio.

Non mancheranno i volti dello spettacolo – Mara Venier, Carlo Conti, Ezio Greggio, Raoul Bova, Chiara Francini – e quelli dello sport: Gianluigi Buffon, Fefè De Giorgi e Julio Velasco, premiati con il Premio Atreju.

La chiusura è prevista per domenica 14 dicembre: sul palco prima i leader della maggioranza Matteo Salvini, Antonio Tajani e Maurizio Lupi, poi l’intervento finale della premier Meloni.

Nello stesso momento, dall’altra parte della città, Elly Schlein guiderà l’assemblea nazionale del Pd all’Antonianum, in zona Manzoni: due platee diverse, due narrazioni politiche che inevitabilmente si incroceranno nel dibattito pubblico.

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