Scienza e tecnologia

avventure, combattimenti e mondi mozzafiato ti aspettano!

È tempo di dare risalto ad alcuni dei migliori giochi open world del 2025, pensiamo ad esempio a Death Stranding 2. In lista non troverete titoli come Kingdom Come Deliverance 2, che avrà un suo spazio in un contenuto dedicato alle più brillanti avventure dell’anno dall’accentuata componente ruolistica.

Ghost of Yotei

Ghost of Yotei non è una produzione esente da incertezze – soprattutto in ambito narrativo – ma se si parla del modo in cui ci ha fatto sentire un guerriero giapponese errante, allora doveva essere assolutamente considerato.VAI SUBITO AL PRODOTTO SU AMAZONNel suo viaggio di vendetta l’intrepida Atsu si ritrova a cavalcare per una Ezo ricca di meraviglie naturali e viste mozzafiato, così come ad affrontare delle attività “somministrate” con intelligenza al giocatore per tenere il più possibile a bada l’ombra della ripetitività nel suo open world. Ovviamente in Ghost of Yotei non c’è spazio solo per la contemplazione e l’arte dello Shamisen (strumento tradizionale giapponese). Si lotta, e tanto anche, sulla base di un combat system votato allo spettacolo che permette alla guerriera di impugnare cinque armi principali dai moveset ben costruiti e diversificati, ciascuna più indicata per fronteggiare uno specifico tipo di avversario. Ci sono poi strumenti aggiuntivi e armi a distanza, tanto sangue versato – la cui quantità si può aumentare attivando una delle modalità legate a celebri registi inserite tra le opzioni – e nemici formidabili da abbattere, in un’avventura che stimola gli appassionati a viverla nella sua interezza (qui la recensione di Ghost of Yotei).

Death Stranding 2

VAI SUBITO AL PRODOTTO SU AMAZONIn Death Stranding 2 Sam Porter Bridges deve esplorare Messico e Australia, irrimediabilmente segnate dallo sconfinamento dell’anti-vita nel mondo della vita. Creature Arenate, fenomeni atmosferici fuori dal comune, incendi e terremoti tanto belli a vedersi quanto potenzialmente letali sono solo alcune delle peculiarità dell’universo kojimiano, espanso ulteriormente in un secondo capitolo forte di una veste grafica di altissima caratura grazie al Decima Engine di Guerrilla Games. Magari ascoltando della buona musica, a partire dai brani firmati da Woodkid, bisogna nuovamente incamminarsi su sentieri impervi per effettuare consegne, non mancando di sfruttare nel modo più opportuno i tanti strumenti a disposizione per superare le difficoltà presentate dagli ambienti – si pensi all’uso di esoscheletri con varie funzionalità – o in taluni casi arrivando persino a trivializzare le consegne più ardue costruendo reti estese di teleferiche. In generale, gli attrezzi del mestiere di Sam sono numerosi, così come le armi che può usare per contrastare ogni tipo di nemico in quella che di certo è un’esperienza ludica tra le più coinvolgenti dell’anno (per approfondire, qui la recensione di Death Stranding 2).

Assassin’s Creed Shadows

Assassin’s Creed Shadows non è certo un titolo privo di spigoli e imperfezioni. Ciò premesso, non potevamo tralasciare il suo Giappone feudale.VAI SUBITO AL PRODOTTO SU AMAZONDalle bellezze naturali regalate dal paese, sino alle sue meraviglie architettoniche da ammirare, ad esempio, a Kyoto e Osaka, il mondo di gioco del titolo Ubisoft è di quelli che si lasciano esplorare con piacere, merito anche della solidità visiva della produzione – complice l’illuminazione globale in Ray Tracing – e dell’alternanza delle stagioni, che peraltro può avere un impatto percepibile sul gameplay. Per dirne una, camminare su un tetto ghiacciato potrebbe provocare la caduta di cristalli e finire per rovinare l’azione stealth della shinobi Naoe. Se lei rappresenta il personaggio specializzato nelle infiltrazioni, Yasuke è il carro armato su gambe con cui dar sfogo a tutta la propria furia in battaglia, impiegando un arsenale degno del formidabile guerriero.

Dying Light The Beast

Kyle Crane cammina sul confine tra essere umano e zombie, a causa degli indicibili esperimenti a cui è stato sottoposto. Vuole quindi vendicarsi dell’individuo che lo ha condannato a questa esistenza e per farlo deve esplorare l’open world della valle di Castor Woods, il setting di Dying Light the Beast. I tanti turisti che un tempo affollavano questa ambientazione ispirata alle splendide Alpi Svizzere, tra cittadine-gioiello, fattorie e parchi nazionali, hanno lasciato il posto a orde di famelici non morti, da uccidere sia a mani nude, sia facendo ricorso a un vasto arsenale di armi e poteri bestiali. A ciò bisogna aggiungere il parkour in prima persona simbolo del franchise, forte di un sistema di movimento accessibile e al tempo stesso gratificante per i giocatori disposti a padroneggiarlo.


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