«I soldi per l’affitto non c’erano»

FANO Gianni, il personaggio immaginario che doveva salvare i genitori dallo sfratto. Ieri davanti alla Corte d’assise il processo a carico di Luca Ricci, 50enne, reo confesso del duplice omicidio del padre Giuseppe 75 anni, ex falegname e della madre Luisa Marconi, 70 anni casalinga. Sono stati sentiti gli inquirenti che hanno indagato sul caso.
Il movente economico
Per l’accusa il movente sarebbe quello economico: la casa era stata pignorata per una serie di debiti contratti quando Luca aveva un’azienda individuale per il montaggio dei mobili. L’immobile dei genitori era a garanzia di un prestito bancario. Ma i soldi non sono rientrati e la casa è finita all’asta. La mattina dell’omicidio Luca avrebbe dovuto consegnare 14mila euro al nuovo proprietario per garantire alla coppia di rimanere in affitto nell’alloggio occupato da una vita. Era stato chiesto un anticipo dell’affitto di 2 anni, temendo l’insolvenza dei futuri locatari. Poi l’omicidio: la madre strangolata con un cavo del telefono e il padre preso a martellate. Ieri si è parlato di Gianni, un fantomatico benefattore, amico del padre, che avrebbe aiutato Luca a versare i 14mila euro di caparra. Questo è quello che aveva detto l’imputato ai poliziotti: ovvero che il padre sarebbe stato in contatto con Gianni e che i soldi c’erano. Tanto che nei giorni successivi all’efferato delitto gli inquirenti hanno cercato in ogni anfratto dell’abitazione per verificare la presenza dei contanti.
Ma nulla.
E ieri i poliziotti hanno specificato di aver condotto una analisi sui tabulati telefonici e sulla messaggistica per cercare eventuali contatti con Gianni. Ma del benefattore nessuna traccia, nessun conoscente con questo nome o affini. Altro tema, quello dei risparmi in banca. Gli accertamenti hanno rilevato che i genitori avevano 3.800 euro sul conto postale, alimentato da una pensione di 1.700 euro circa al mese. I mutui passati in sofferenza, ovvero non più ottemperati erano due. Il primo da 153mila euro con l’immobile al primo piano a garanzia. Poi un altro da 55mila euro con la casa dei genitori a garanzia. Una situazione debitoria che è esplosa con il pignoramento dell’immobile dei genitori e la casa venduta all’asta.
La tesi degli avvocati
Gli avvocati difensori Luca Gregori e Alfredo Torsani hanno rilevato a margine dell’udienza: «Sono emersi degli aspetti interessanti anche in prospettiva dell’esame dell’imputato. Parliamo dell’aspetto patrimoniale, perché è emersa una disponibilità, seppur minima, nei conti dei coniugi, e di un accredito di pensione regolare». Il riferimento è alla contestazione della pianificazione del delitto, in assenza della somma richiesta. Anche la questione del martello rientra tra gli elementi chiave. Era stato trovato in un pozzetto del giardino, sporco di fango. «Attendiamo di ascoltare i genetisti su questo punto». Nella prossima udienza del 21 gennaio verrà ascoltato il medico che ha condotto le autopsie.




