Calabria

Guerra di successione alla Provincia: Rosaria Succurro decisa a non cedere

La guerra di successione. Rosaria Succurro, eletta in consiglio regionale, dovrà lasciare l’incarico di Presidente della Provincia e di sindaca di San Giovanni in Fiore, Un passaggio previsto per legge per via della sancita incompatibilità dei due ruoli amministrativi di governo con quello elettivo esercitato nell’assemblea calabrese.
Per il centrodestra si tratta di un passaggio politico che potrebbe non essere indolore: Succurro, prima donna eletta alla guida del comune silano, storica roccaforte “rossa”, in quota Forza Italia, lascerà uno spazio che potrebbe non restare nel medesimo alveo di coalizione. Il rapporto tra i sindaci e l’elettorato è fiduciario e personale e, dunque, non è scontato che possa essere lasciato automaticamente a un “successore” designato come se fosse una erede “legittimo”. Alla Provincia, pur godendo il centrodestra di una maggioranza stabile, non è altrettanto certo che in caso di nuove elezioni il centrodestra riesca a ricomporre un quadro coeso per continuare a governare. Sulla sponda opposta, infatti, il centrosinistra si sta già organizzando puntando su un’altra donna; il sindaco di Casali del Manco, Francesca Pisani, eletta nel maggio 2023 con una lista civica alla guida del centro presilano. Ma c’è di più; decaduta da sindaca, Succurro perderebbe pure la funzione di presidente dell’Anci calabrese, posizione prestigiosa alla quale ambiscono esponenti illustri del “campo largo” regionale.
Per restare in sella ed evitare al centrodestra “avventure” elettorali piene di incognite, Rosaria Succurro dovrebbe essere nominata assessore nella giunta presieduta da Roberto Occhiuto. Il passaggio di ruolo, tuttavia, sembra vincolato alla modifica dello statuto regionale, già inserita dal governatore tra le priorità della nuova legislatura, ma con tempi non ancora certi. La modifica prevede l’aumento dei posti in giunta da 7 a 9 e la possibile nomina dei “sottosegretari”.
In questo caso, Succurro potrebbe dimettersi da consigliere regionale, entrare nell’esecutivo e rimanere sia presidente della Provincia che primo cittadino sangiovannese e responsabile dell’Anci, affrontando così le successive elezioni negli enti locali al momento della scadenza naturale, con una posizione di maggiore forza.
Intanto, però, l’ex presidente della Provincia ed esponente del Pd paolano, Graziano Di Natale, l’ha trascinata in Tribunale. È fissata infatti per il 4 febbraio prossimo l’udienza a Catanzaro per l’accertamento della incompatibilità. «A partire da oggi» afferma l’esponente democrat attraverso un comunicato della sua associazione “La migliore Calabria” «decorrono 10 giorni per rimuovere le incompatibilità. Questo rappresenta un passaggio cruciale per garantire la trasparenza e l’integrità della governance provinciale». Come andrà a finire?


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