Sport

Usa, stop atleti di Cuba (e il Cio tace…)


Dall’inizio del 2025 il governo degli Stati Uniti ha rifiutato quasi cento visti ad atleti, allenatori e funzionari sportivi di Cuba, impedendo loro di partecipare agli eventi di qualificazione per le Olimpiadi e le Paralimpiadi di Los Angeles 2028. Tutto questo nel silenzio del Cio. Questa situazione ha portato alla creazione della campagna internazionale “Let Them Play”, nata a Los Angeles proprio per difendere il diritto degli atleti cubani di competere e rappresentare il proprio Paese. Cuba sinora ha vinto 243 medaglie alle Olimpiadi estive, di cui 86 d’oro, soprattutto nel pugilato. E ha partecipato a 22 edizioni, la prima nel 1900 a Parigi.

Il “Hands Off Cuba Committee” di Los Angeles, che guida l’iniziativa, sta incoraggiando le persone a inviare messaggi ai membri del Cio e a cercare il sostegno di figure pubbliche, celebrità e personalità sportive per la campagna. Il gruppo ha lanciato un appello per sollecitare il governo degli Stati Uniti a concedere visti affinché gli atleti possano partecipare ai Giochi. “Fa parte della loro campagna per impedire ai cittadini cubani di viaggiare negli Stati Uniti”, come spiegato in una lettera aperta. Aggiunge che ciò contraddice decenni di pratiche precedenti da parte di Washington e le regole concordate dal Comitato Olimpico Internazionale, che è “fermamente contrario al rifiuto dei visti agli atleti per motivi discriminatori, inclusa la nazionalità”. Il Cio considera tali azioni una violazione della Carta Olimpica (e a volte ma non sempre le sanziona…). A molti atleti cubani è stato vietato anche l’ingresso a Portorico. I Giochi Olimpici del 2028 si terranno a Los Angeles dal 14 al 30 luglio. Sarà la terza volta per la città californiana. L’amministrazione Trump ha chiuso di recente le frontiere a molti Paesi e ha dato un giro di vite sui visti ma il Cio non può fare discriminazioni. La nuova presidente Kirsty Coventry non ha ancora incontrato il leader statunitense per parlare di questo argomento e di molti altri. Mentre Infantino, n.1 della Fifa, come si sa, è in ottimi rapporti con Trump. Venerdì a Washington ci sarà il sorteggio dei Mondiali di calcio del 2026 che si terranno in Usa, Canada e Messico. L’Iran si è già qualificato ma Infantino farà in modo che non giochi in Usa…


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