AVTT PTTN – AVTT PTTN
“AVTT/PTTN” nasce dall’unione di quel diavolo d’un artista rinascimentale che è Mike Patton con i fratelli Seth e Scott Avett. Siamo assolutamente in territorio folk-rock e americana, rivisitato con spirito differente e con cura maniacale. Al primo ascolto, sinceramente, mi aveva dato l’idea di un disco ben suonato ma senza particolari altri doti. Al secondo ascolto è uscita tutta la sua bellezza.
Tutto l’album è attraversato da candore, grazia, dolcezza e infonde dosi quanto mai necessarie di pace e serenità. Le uniche eccezioni sono la sporca “The Ox Driver’s Song”, che ho trovato molto azzeccata e uno dei singoli estratti, “Heaven’s Breath”, più rockeggiante ma che sinceramente mi ha lasciato molto perplesso.

Andando nello specifico, i primi due brani sono meravigliosi. Il pezzo forte è dato dalle armoniche e dagli arrangiamenti. Le voci di Patton e dei fratelli Avett si fondono che è una meraviglia. In particolare, il brano d’apertura, “Dark Night Of My Soul” è delizioso ma anche “Too Awesome” non è da meno. Trovo il terzo brano, appunto, fuori fuoco e stonato rispetto al rispetto dell’album. Unica pecca del disco. Dal quarto pezzo torniamo all’atmosfera incantevole, con belle aperture e un gran cantato di Mike Patton. “Disappearing” ci regala poco più di due minuti magici. Insieme al brano d’apertura, forse il momento migliore del disco. “Eternal Love” è l’altro singolo e, per fortuna, molto meglio di “Heaven’s Breath”. Americana all’ennesima potenza, con classe, delicatezza, purezza. “The Ox Driver’s Song” è un pezzo sporco, bastardo, esula dal resto dei brani ma è efficace, esaltante, coinvolgente. In chiusura abbiamo “The Things I Do”, esempio supremo di folk-rock all’apparenza classico ma con arrangiamenti e finezze talmente belli da proiettarlo in un’altra categoria. Infine “Received”, calda e speranzosa, con background vocals deliziose.
Il pezzo forte di questo disco è la cura, l’artigianato che si percepisce ad ogni nota. Una collaborazione fatta per amore dell’Arte e stima reciproca.
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