Napoli e Milan in vetta, Como vola
Facciamocene una ragione. E’ un campionato così, col braccino corto. Dove si vince, ma non si domina, dove i centravanti sono spariti, dove i rigori vanno e vengono come nel teatro dell’assurdo, dove la vittoria in corto muso fa classifica e sempre più tendenza.
In vetta infatti, a 28 punti, ci sono Milan e Napoli, belli ma non bellissimi, vincenti ma non strapotenti, e comunque mai in goleada. La squadra di Conte, battendo la Roma all’Olimpico con un gol di Neres, aggancia i rossoneri al comando della classifica. Un Napoli non fortissimo ma che ha rimpicciolito i giallorossi, orfani di Gasperini relegato in tribuna per squalifica. Un Napoli tornato sull’onda dopo la pesante sconfitta con il Bologna che sembrava aver portato la squadra sull’orlo di una irreparabile crisi di nervi.
“Non voglio accompagnare un morto” aveva detto Conte per dare la scossa alla squadra. Beh, da allora, con i successi sull’Atalanta e sul Quarabag, e questo sulla Roma, il Napoli è tornato, come rivitalizzato dalle frustate di Conte. Che non sarà simpatico, né dialogante, ma ha una qualità innegabile: va sempre dritto all’obiettivo. E l’obiettivo era strappare i tre punti alla Roma per tornare al comando di un campionato alla continua ricerca di un vero padrone. Non lo è ancora il Milan, che vince con le grandi ma deraglia con le piccole; non lo è ancora il Napoli che deve fare i conti con troppe assenze; non lo è neppure l’Inter, rivitalizzata da una doppietta di Lautaro a Pisa, ma non ancora del tutto fuori dalle sue fragilità emotive. Il ritorno di Lautaro, che le permette di agganciare la Roma a un punto dalla vetta, è un antidepressivo naturale, ma non ancora sufficiente a ripulire tutte le scorie.
Tornando alla sfida dell’Olimpico, non si può dire che abbia fatto la storia, ma qualche indicazione l’ha data: che la Roma, per esempio, non è ancora pronta. Con le grandi va fuori giri, come era già successo con l’Inter e con il Milan. Il Napoli invece, dopo questo pieno di autostima, è di nuovo pronto per difendere il titolo. Per riuscirci Conte ha scatenato Neres e Lang esterni, a supporto di Hojilund al centro dell’attacco. Come dice il saggio, l’importante è che funzioni. Per il futuro, ci attrezzeremo.
Pisa-Inter 0-2
Toh, chi si rivede: Lautaro. L’uomo più contestato, sostituito nelle ultime due sconfitte con Milan e Atletico, si riprende l’Inter con una doppietta che riporta i nerazzurri a un punto dalla vetta. L’argentino, firma la vittoria sul Pisa e spazza via – come sanno fare i grandi bomber – tutti i venti di crisi che soffiavano intorno alla squadra brava a battere una neopromossa che non perdeva da sei gare e che con Roma e Napoli aveva ceduto solo di misura.
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