Calabria

Alzheimer, in Calabria oltre 64mila famiglie combattono da sole

Nell’arco di una generazione, il morbo di Alzheimer ridisegnerà le mappe della salute globale. E lo scenario che si comporrà preoccupa la scienza. Ben 140 milioni di persone ne saranno colpite entro il 2050. In Calabria, dove le fragilità demografiche e infrastrutturali amplificano ogni emergenza, la malattia ha già un volto preciso con 64 mila casi di demenza, pari al 3,8% della popolazione, e una rete di sostegno che resta drammaticamente sottodimensionata. I centri diurni sono solo 20, distribuiti in modo irregolare sul territorio, insufficienti ad assorbire la domanda crescente di cure e di sollievo per i caregiver, spesso costretti a rinunciare al lavoro per assistere un familiare.

Il quadro emerge con durezza dai dati dell’Istituto Superiore di Sanità, che alimentano il “Fondo per l’Alzheimer e le demenze”. Ma numeri e statistiche, per quanto impietosi, non bastano a raccontare la trama scientifica e umana che si muove dietro la ricerca. Lo ha fatto, con rigore e passione, Eugenio Barone, biochimico, 44 anni, originario di Paola, docente alla Sapienza e figura di riferimento internazionale nello studio dei meccanismi neurodegenerativi. La sua lezione agli studenti del “Da Vinci-Nitti” di Cosenza ha aperto uno squarcio su ciò che la scienza sta tentando di ricostruire: una mappa affidabile dei processi che precedono e accompagnano il collasso cognitivo.
L’articolo completo è disponibile sull’edizione cartacea e digitale


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