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McLaren spreca, Verstappen capitalizza: il mondiale di Formula 1 si deciderà ad Abu Dhabi


A proposito delle fasi conclusive, vale sottolineare due momenti tecnici che hanno inciso sulla classifica: al giro trenta Piastri ha passato Antonelli dopo aver sfruttato il grande scia sull’allungo, mentre al penultimo giro Lando Norris è riuscito a scavalcare sempre Kimi per la quarta posizione — azione che ha tolto al giovane Mercedes due punti preziosi e li ha dati a Norris. Punti che ad Abu Dhabi potranno essere ‘pesantissimi’ a danno della rimonta incredibile di Verstappen. Queste manovre in pista, e la gestione delle gomme nell’ultimo stint, hanno fatto la differenza tra una vittoria teorica per Piastri e la concreta possibilità di Verstappen di ridurre il gap iridato.

Sul fronte dei riscontri cronometrici, Verstappen ha controllato le fasi finali con un comodo controllo. La sua vittoria a Losail è ‘certificabile’ come un dominio gestito, che gli vale il settantesimo successo in carriera e, soprattutto, la concreta possibilità matematica di contendere il titolo ad Abu Dhabi. Norris, pur quarto, ha visto ridursi il margine di sicurezza in classifica: con il risultato odierno il campionato resta apertissimo e si presenterà a Yas Marina come duello a tre.

Ferrari , un weekend molto “nero” 

Ferrari vive un’altra giornata da dimenticare: il fine settimana in Qatar è stato segnato da evidenti limiti di fondo nella messa a punto dell’SF-25. Charles Leclerc aveva già mostrato segnali di difficoltà sabato, giustificando il fatto che la squadra «stava lottando ancora una volta» per trovare un assetto competitivo; il suo testacoda in qualifica e la generale mancanza di ritmo hanno confermato come il problema non fosse episodico ma sistemico sul comportamento della vettura tra curve veloci e cambi di direzione. Lewis Hamilton ha pagato a sua volta un fine settimana opaco, con arrivi lontani dalla zona punti. In sintesi: assetto instabile, scarso grip e la difficoltà nel far lavorare le gomme alla temperatura corretta hanno impedito alla Ferrari di essere competitiva né di prendere rischi strategici che potessero cambiare il destino del weekend.

Fornaroli, neo-campione F2 e il valore del trionfo

Leonardo Fornaroli ha conquistato oggi il titolo mondiale di Formula 2 con la concretezza che ci si aspetta da un campione: la seconda piazza nella Feature Race a Losail è stata sufficiente per chiudere i conti con un turno d’anticipo. Fornaroli, 20 anni, sale così sul palcoscenico internazionale dopo una stagione che gli ha visto accumulare consistenza e regolarità, ereditando la scia dei grandi talenti che sono passati dalla F2 alla F1. Come lui, vincente in due anni consecutivi in Formula 3 e Formula 2, solo Russell e Piastri. Come lui, come italiano in testa alla seconda serie del motorsport a ruote scoperte, solo Giorgio Pantano nel 2008 e Davide Valsecchi nel 2012. Rispetto a questi ultimi, però, eredita anche la ‘sfortuna’ di non potere ancora intravedere un sedile in Formula 1 al giorno della vittoria. Eppure solo un anno fa Antonelli aveva già firmato in Mercedes nonostante un posto finale ben più basso in classifica. Fornaroli quindi diventa fra i nomi più caldi del vivaio dei prossimi debuttanti, ma al momento non ci sono indicazioni pubbliche di un immediato legame con un team F1: il mercato sedili rimane affollato e negli ultimi dodici mesi ci sono stati ben sei rookie ad arrivare nella massima serie. Il giovane campione dovrà quindi andare alla ricerca di appoggi concreti o, almeno, di un ruolo come pilota di riserva. Il suo trionfo è, in ogni caso, uno dei risultati più rilevanti dell’anno per il motorsport italiano, insieme alla vittoria del mondiale Fia Wec per la Ferrari 499P e i primi podi di Antonelli in Formula 1 con la Mercedes in Canada, Brasile e negli Stati Uniti d’America.

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