A bordo della nuova Fiat 500 Hybrid, le strade che ci riportano a casa
La nuova Fiat 500 Hybrid nasce a Mirafiori, quartiere operaio di Torino in cui da decenni il rumore delle linee di montaggio ha lo stesso valore di una lingua materna. Qui, dove nel 1957 tutto è cominciato e dove un Paese intero ha imparato a riconoscersi in una forma piccola ma ostinata, la 500 torna a casa. Non per esercizio di nostalgia, ma per una scelta industriale chiara: Stellantis ha investito, assunto, rafforzato perché l’Italia è ancora un luogo capace di progettare, costruire e immaginare futuro.
Mirafiori resta un simbolo, certo, ma soprattutto un organismo vivo: un quartiere che ha trasformato il lavoro in identità e l’identità in cultura. Qui nasce la nuova 500 Hybrid, una vettura pensata per accompagnare la transizione senza imporla. Per chi vuole un consumo misurato e per chi preferisce ancora la meccanica del cambio manuale. Dice sì anche a chi cerca un prezzo che non spaventa e a chi continua a voler riconoscere un pezzo del Paese in ciò che guida.
Le celebrazioni del 29 e 30 novembre sono state solo il primo assaggio, ma i concessionari Fiat continuano ad avere le porte aperte, e le chiavi pronte, per presentarvi la nuova citycar nelle sue diverse varianti: la Hatchback per chi cerca la forma più classica e compatta; la 3+1, con la piccola porta supplementare sul lato passeggero che facilita l’accesso ai sedili posteriori; e la Cabrio, perfetta per chi vuole tenere un frammento di cielo sempre a disposizione.
Su queste tre basi si innestano tre allestimenti principali, ciascuno con una propria identità: la POP, che rappresenta l’essenza più semplice e intuitiva della 500; la ICON, che aggiunge comfort, tecnologia e un’estetica più ricercata; e LA PRIMA, il livello più raffinato, dove i materiali e le finiture diventano piccoli gesti di attenzione. Accanto a questi, Fiat ha introdotto una serie speciale di lancio, chiamata TORINO, che rende omaggio alla città in cui la 500 è tornata a essere prodotta. È un’edizione pensata per celebrare la storia del marchio, con dettagli dedicati e un’anima profondamente legata alle sue radici.
Per raccontare i quattro allestimenti della nuova 500 Hybrid abbiamo immaginato quattro donne in quattro angoli diversi d’Italia, ciascuna con una vita, un carattere e un ritmo che si intrecciano naturalmente con lo stile della vettura e con la personalità del suo specifico allestimento.
Atessa e la 500 hybrid Pop: crescere significa scegliere l’essenziale giusto
Tutto comincia ad Atessa, nel cuore dell’Abruzzo, dove Fiat produce i suoi veicoli commerciali. Qui l’industria non è un concetto, è un ritmo. Ogni famiglia ha almeno un ricordo legato alle catene di montaggio, ai turni dell’alba, a quel mondo concreto che spinge avanti le giornate. Una ragazza di ventisei anni entra in concessionaria quasi per gioco e si trova sorprendentemente riflessa nella versione POP, la più semplice e autentica della gamma 500 Hybrid.
Le basta dare un’occhiata alla silhouette compatta, lunga poco più di tre metri e sessanta, per capire che questa vettura è costruita per gente che non vuole complicarsi la vita. Anche l’abitacolo sembra parlare la sua lingua: comandi chiari, strumentazione diretta, sedili che accolgono senza pretendere. Il motore 1.0 hybrid da 65 CV, sostenuto da un sistema elettrico a 12 volt, le offre partenze più morbide e una guida meno affaticante, con consumi che si aggirano sui cinque litri e poco più per cento chilometri e un livello di emissioni contenuto. Il bagagliaio resta pratico con i suoi 183 litri, contenuto ma ben sfruttabile, abbastanza per ospitare una vita che sta prendendo forma.
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