Stige, 11 condanne e 2 assoluzioni nel processo d’appello bis
Udienza del maxi processo Stige
Nell’appello bis del processo Stige 11 condanne contro i pezzi grossi del “locale” di Cirò, assolti gli imprenditori Amodio
CIRÒ MARINA – Undici condanne, alcune confermate e altre rideterminate, e due assoluzioni. Questo il bilancio dell’appello bis del maxi processo Stige, istruito dalla Dda di Catanzaro contro il “locale” di ‘ndrangheta di Cirò e le sue ramificazioni in Nord Italia e in Germania. La Corte d’Appello di Catanzaro in nuova composizione ha ritoccato di poco la parte del verdetto annullata con rinvio dalla Cassazione nel troncone svoltosi col rito abbreviato, in cui furono inflitte un anno fa condanne per quattro secoli di carcere per una quarantina di imputati. Diverso l’esito del processo col rito ordinario scaturito dall’inchiesta che nel gennaio 2018 portò ad una mega operazione con 170 arresti. Nei giorni scorsi, la Suprema Corte ha assolto in via definitiva 18 imputati, tra cui due ex sindaci e noti imprenditori, facendo comunque divenire definitive una ventina di condanne.
L’APPELLO BIS
Restava ancora in piedi il processo d’appello bis. Confermate, dunque, le pene di 20 anni inflitte a Giuseppe Spagnolo, uno dei plenipotenziari del “locale” di Cirò, e a Salvatore Giglio, capobastone della ‘ndrina alleata di Strongoli. Rideterminata quella per il referente dei cirotani a Casabona, Francesco Tallarico, che scende da 20 anni a 17 anni e 1 mese. Conferma anche per Cataldo Marincola, uno dei leader storici della cosca cirotana, condannato a 7 anni e 4 mesi. Ribaltata l’assoluzione per il nipote Aldo, condannato a 8 anni.
IMPRENDITORI ASSOLTI
Ma vengono confermate anche le assoluzioni di Luigi e Amodio Caputo, titolari di imprese che, secondo l’accusa, monopolizzavano il mercato dei prodotti semilavorati per pizza in Calabria ed in Germania. Non regge l’accusa secondo cui padre e figlio avrebbero definito la loro strategia imprenditoriale unitamente ai plenipotenziari della cosca, implementandone così la “bacinella”. Accolta, dunque, la tesi degli avvocati Nuccio Barbuto, Francesco Barbuto, Vincenzo Ioppoli, Vincenzo Maiello.
LE DECISIONI
Ecco le decisioni, posizione per posizione (in parentesi la prima sentenza d’appello).
- Francesco Basta (46), nato in Germania 7 anni e 6 mesi (9 anni e 6 mesi).
- Donato Gangale (48), di Umbriatico: 8 anni (9 anni e 4 mesi).
- Giuseppe Giglio (32), di Strongoli: 13 anni (14 anni).
- Luigi Rizzo (43), di Umbriatico: 8 anni (9 anni e 4 mesi).
- Francesco Salvato (64), di Crucoli: 11 anni e 7 mesi (13 anni e 5 mesi).
- Vincenzo Santoro (60), di Mandatoriccio: 15 anni e 7 mesi (16 anni e 11 mesi).
- Francesco Tallarico (49), di Casabona: 17 anni e 1 mese (20 anni).
- Giuseppe Spagnolo (56), di Cirò Marina: 20 anni (20 anni).
- Cataldo Marincola (64), di Cirò: 7 anni 4 e 4mesi (7 anni e 4 mesi).
- Salvatore Giglio (50), di Strongoli: 20 anni (20 anni);
- Francesco Farao (43), di Cirò Marina: 4 anni e 8 mesi (4 anni e 8 mesi).
- Aldo Marincola (41), di Parma: 8 anni (assolto).
- Luigi Caputo (69), di Strongoli: assolto (assolto).
- Amodio Caputo (45), di Crotone: assolto (assolto).
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