Marche

65enne condannato a 2 anni e 11 mesi


PESARO I colpi di fionda alla finestra e un ordigno esplosivo artigianale in casa. L’ipotesi degli inquirenti è che fosse destinato alla ex che perseguitava. Ieri la sentenza davanti al Gup per un 65enne pesarese accusato di stalking, violazione di domicilio, danneggiamenti, fabbricazione di materiali esplodenti.

Era stato arrestato dalla squadra mobile a maggio. 

L’intervento

Un’escalation di denunce e ammonimenti finché gli agenti di polizia sono dovuti intervenire con tempestività prima che potesse succedere qualcosa di ancora più grave. I poliziotti avevano infatti perquisito l’abitazione del pesarese, colto nella flagranza del reato di detenzione di un ordigno esplosivo artigianale e di una modica quantità di cocaina. L’uomo aveva conosciuto la cinquantenne pesarese nell’agosto 2024. Un rapporto degenerato in un amore tossico. In un primo momento, nel tentativo di far cessare la condotta persecutoria, la donna si era presentata in questura per segnalare la situazione e chiedere l’ammonimento dello stalker, con provvedimento che veniva emesso il 20 novembre 2024 dal Questore di Pesaro e Urbino. Ma l’uomo non si è fermato, tanto da indurre la donna a presentare denuncia nei suoi confronti. Nel corso dei mesi, i comportamenti del 65enne non sono cambiati rendendo necessario l’applicazione nei suoi confronti della misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e di permanenza in casa in ore notturne. Neanche questo lo aveva fatto desistere.

La persecuzione

Messaggi e tentativi di contatto ma soprattutto le biglie lanciate con la fionda contro la finestra, tanto da mandarla in frantumi. La pesarese è piombata in uno stato d’ansia e ha denunciato nuovamente. La reiterazione delle condotte persecutorie ha motivato la necessità di procedere alla perquisizione nei confronti del 65enne. Così è stato arrestato per il possesso di un ordigno artigianale esplosivo, che non si esclude potesse essere destinato in futuro alla donna. Una sorta di petardo con all’interno pallini di piombo acuminati. Nella circostanza era stata rinvenuta anche una fionda, delle biglie in vetro, una pistola ad aria compressa con moltissimi pallini di piombo appuntiti. Il Gip aveva aggravato la misura cautelare, disponendo la custodia cautelare in carcere, eseguita dalla squadra mobile. Ieri la discussione del rito abbreviato, con il pm che ha chiesto 3 anni di reclusione e 10 mila euro di multa. La donna si è costituita parte civile tramite l’avvocato Cecilia Ascani e ha chiesto 70 mila euro di risarcimento. Il giudice l’ha condannato a 2 anni e 11 mesi, rimandando alla sede civile la questione del risarcimento.




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