Toscana

35enne a processo per violenze


L’accusa è pesantissima: violenza sessuale su minore e maltrattamenti familiari. Sul banco degli imputati, di fronte alla corte d’Assise, è comparso oggi un 35enne tunisino che secondo la procura avrebbe violentato la figlia della compagna – quando la bimba aveva circa 8 anni – dopo averla stordita con alcolici o sostanze stupefacenti. Una vicenda maturata in un contesto familiare complesso, dove si sarebbero verificati maltrattamenti, in particolare nei confronti della compagna che sarebbe stata picchiata e bastonata in più occasioni. E anche i figli della donna, tutti minori, non sarebbero stati risparmiati.

Una drammatica storia risale ad alcuni anni fa e si sarebbe protratta per un lasso di tempo importante: la convivenza, infatti sarebbe iniziata nel 2016 e proseguita fino al 2024, mentre le violenze più drammatiche si sarebbero consumate negli ultimi anni.

Lo scorso dicembre, durante la prima udienza, in aula fu ascoltata la donna, che raccontò anni da incubo, costellati da botte, schiaffi, percosse con bastoni e con un manganello di metallo e culminati con la scoperta delle presunte violenze sulla bambina. In un caso la donna fu costretta a ricorrere alle cure mediche, riportando una prognosi di dieci giorni, mentre per i bambini (sarebbero tre in tutto) furono malmenati e per loro la prognosi – come emerge dai referti agli atti – fu di cinque e sette.

Quest’oggi è stato chiamato a deporre dalla difesa un collega dell’uomo che frequentava la famiglia e che ha raccontato di non aver intuito vi fossero problematiche così gravi all’interno del nucleo familiare.

Il 35enne, assistito dall’avvocato Alessandro Massai, nega le violenze sulla bambina e la difesa sostiene che, per problemi medici, non sarebbe stato in grado di compiere atti sessuali. Da alcuni anni, sostiene il difensore, sarebbe stato sottoposto a una cura per una forte depressione e che prevedeva l’assunzione farmaci che avrebbero fatto scomparire il desiderio sessuale e che lo avrebbero reso impotente. Per questo il suo legale ha chiesto di sottoporlo ad una perizia medico legale. Sulla richiesta la corte d’Assise dovrà esprimersi durante la prossima udienza fissata per il 25 febbraio. Sempre in quella data verranno ascoltati altri testi della difesa: si tratta del medico legale che ha valutato le condizioni di salute dell’imputato e della madre dell’uomo che negli anni in cui si sarebbero verificati i fatti avrebbe vissuto sotto lo stesso tetto della famiglia.

In caso non venisse disposta la perizia, la corte potrebbe pronunciare la sentenza al termine della prossima udienza. L’uomo rischia una pena pesante.


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