26,5 milioni per affrontare le sfide del futuro
Il depuratore di Merano guarda al futuro con un investimento da 26,5 milioni di euro. È stato inaugurato il nuovo impianto per il trattamento dei reflui industriali, che porta la capacità complessiva da 364.000 a 619.000 abitanti equivalenti. (Nella foto in alto il taglio del nastro per il nuovo impianto (da sx vs dx Ulrich Gamper, Annelies Pichler, Dario Dal Medico, Robert Faes. @Luca Mich)


L’opera risponde alle crescenti esigenze del territorio. Negli ultimi anni, lo sviluppo turistico e l’espansione delle attività produttive hanno aumentato la quantità di sostanze organiche presenti nelle acque reflue, riducendo i margini operativi in caso di guasto e rendendo più complessa la gestione di eventuali innalzamenti dei valori allo scarico.
La soluzione è stata separare il trattamento dei reflui industriali da quello delle acque civili, alleggerendo il carico sulla linea comunale e creando nuove capacità per il futuro.
“Con la realizzazione del nuovo impianto per il trattamento dei reflui industriali è stato possibile separare questi reflui dalla linea comunale, liberando capacità per il futuro ed evitando, allo stato attuale, la necessità di ampliamenti. Era esattamente questa la visione della Comunità Comprensoriale Burgraviato, che ha fortemente sostenuto e promosso la realizzazione del nuovo impianto”, sottolinea Ulrich Gamper, Presidente della Comunità Comprensoriale Burgraviato. (Nella foto sotto il depuratore di Merano, Credits: @Luca Mich).


Realizzati tra il 2024 e l’autunno 2025, i lavori sono stati finanziati in parti pressoché uguali dalla Provincia Autonoma di Bolzano, dal PNRR e da eco center.
Reflui industriali, un nuovo sistema per una depurazione più efficiente
Due grandi reattori e una linea di trattamento dedicata consentono di abbattere del 78% il carico inquinante dei reflui industriali, migliorando l’efficienza del depuratore.
Acque reflue civili e industriali hanno caratteristiche differenti e richiedono trattamenti specifici. Da questa esigenza nasce il nuovo impianto realizzato da eco center a Merano, progettato per alleggerire il carico sulla linea comunale e garantire maggiore affidabilità al processo depurativo. (Nella foto l’impianto per i reflui industriali. Credits: @Luca Mich)


Il depuratore, entrato in funzione nel 1999, è di proprietà della Comunità Comprensoriale Burgraviato ed è gestito da eco center dal 2000. Ogni anno tratta oltre 8 milioni di metri cubi di acque reflue civili provenienti da Merano e altri quattordici comuni, ai quali si aggiungono circa 1,4 milioni di metri cubi di reflui industriali delle aziende Forst e Zipperle.
Per convogliare i reflui Forst è stata posata una nuova tubazione di 5,5 chilometri, collegata alla condotta già utilizzata da Zipperle. Le acque raggiungono una vasca interrata da 5.000 metri cubi, impermeabile e dotata di un sistema di trattamento dell’aria, dove vengono raccolte e omogeneizzate.
Il cuore dell’impianto è costituito da due reattori alti 14,5 metri, con un diametro di 9,3 metri e un volume di 1.100 metri cubi ciascuno, affiancati da due serbatoi di ricircolo.
Il trattamento avviene in assenza di ossigeno, a circa 34 gradi, e permette di ridurre del 78% il carico inquinante prima delle successive fasi di depurazione. Un processo che migliora le prestazioni dell’impianto e consente anche di recuperare energia dai reflui industriali.
Dai reflui industriali nasce energia: Merano punta all’autosufficienza
Il nuovo impianto consentirà di produrre circa 6.200 MWh di elettricità all’anno grazie al biogas. Un esempio di economia circolare che unisce efficienza e tutela ambientale.
Recuperare l’energia contenuta nei reflui industriali e utilizzarla per alimentare il depuratore. È uno dei risultati più significativi del nuovo impianto di Merano, dove il trattamento delle acque diventa anche un’opportunità di produzione energetica. (La visita dell’impianto, foto @Luca Mich)


Durante il processo biologico viene generato biogas, impiegato per produrre elettricità. Per sfruttarne la maggiore disponibilità sono stati sostituiti i tre precedenti cogeneratori da 320 kW elettrici con tre nuove unità da 600 kW ciascuna.
A pieno regime, la produzione annua dovrebbe raggiungere circa 6.200 MWh, contro i 4.000 MWh del 2023.
“Con questo progetto eco center ha colto una grande sfida: aumentare la capacità del depuratore, migliorare l’efficienza depurativa e recuperare tutta l’energia possibile contenuta nei reflui industriali. Oggi il depuratore di Merano è il primo impianto di grandi dimensioni gestito da eco center quasi autosufficiente dal punto di vista energetico. E’ un esempio concreto di economia circolare”, afferma Dario Dal Medico, Presidente eco center.
Attenzione anche all’integrazione ambientale: lungo il perimetro è stata realizzata una barriera verde con 200 arbusti e 90 metri di siepe, pensata per migliorare l’inserimento paesaggistico e contribuire a mitigare eventuali emissioni sonore e odorigene. È stato inoltre creato un prato fiorito di 2.800 metri quadrati.
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