18 indagati. L’ipotesi di reato è omicidio colposo
ANCONA Diciotto indagati. A un mese dalla morte di Antonietta Russo, l’indagine della procura di Ancona entra nella fase tecnica con l’autopsia eseguita ieri pomeriggio sul corpo della 71enne pescarese deceduta all’ospedale di Torrette dopo un intervento cardiochirurgico programmato. L’accertamento è stato affidato al medico legale nominato dal pm titolare del fascicolo aperto per omicidio colposo, nel quale risultano iscritti diciotto tra medici e operatori sanitari che hanno avuto in cura la paziente.
Il sequestro
Solo ora è stato possibile procedere con l’esame autoptico dopo il sequestro della salma e della documentazione clinica disposto nelle settimane successive all’esposto presentato dai familiari. Gli atti acquisiti riguardano l’intero percorso ospedaliero, dal prericovero fino alle ultime ore trascorse nel reparto di Terapia intensiva. Nei giorni scorsi l’avvocato Paolo Nardella, uno dei legali che assiste i parenti della donna insieme ai colleghi Cesare Elio Innangi e Roberta Fontana, aveva sollecitato lo svolgimento dell’esame.
L’esposto
Secondo quanto riportato nell’esposto, Russo era stata ricoverata il 10 febbraio nel reparto di Cardiochirurgia per la sostituzione di una valvola cardiaca.
Gli esami eseguiti prima dell’intervento, sempre secondo la ricostruzione contenuta nell’atto, non avevano evidenziato condizioni tali da far prevedere particolari complicazioni e l’operazione era stata inizialmente definita tecnicamente riuscita. Poco dopo era stata segnalata la necessità di un secondo intervento per una complicanza indicata come possibile emorragia post-operatoria. Su questo passaggio si concentrano gli accertamenti, perché dovrà essere chiarito se si sia trattato di un evento imprevedibile oppure di una difficoltà legata alla gestione chirurgica o alle fasi immediatamente successive.
Dopo l’intervento il quadro clinico si era aggravato con una infezione polmonare seguita da sepsi e insufficienza respiratoria. La paziente era stata intubata e trasferita in Terapia intensiva, dove è morta alcuni giorni dopo nonostante le cure. L’esame medico legale eseguito ieri dovrà chiarire le cause del decesso e stabilire se vi siano responsabilità professionali. Nel registro degli indagati sono stati iscritti tutti i professionisti che hanno preso parte alle diverse fasi del ricovero, come atto dovuto per consentire gli accertamenti tecnici con la presenza dei consulenti di parte. L’iscrizione non implica responsabilità ma permette di garantire il contraddittorio durante le operazioni peritali.




