118 in Puglia, scontro sulla delibera regionale: Fimmg denuncia modifiche unilaterali
La Fimmg Puglia contesta la delibera regionale sul 118, denunciando modifiche unilaterali, contratti stravolti e il concreto rischio di dimissioni in massa.
Tensioni alle stelle nella sanità pugliese. La Federazione dei medici di medicina generale della Puglia ha espresso una dura presa di posizione, denunciando “con fermezza” i contenuti della delibera approvata dalla giunta regionale lo scorso 22 settembre in merito al Servizio di Emergenza Sanitaria Territoriale 118. Il provvedimento, nato formalmente per recepire il verbale della delegazione trattante dello scorso 9 luglio, avrebbe di fatto tradito gli accordi presi al tavolo sindacale. «Recepisce in realtà solo la parte economica, l’unica realmente concordata con le organizzazioni sindacali. Tutto il resto – continuano i medici pugliesi – è stato deciso unilateralmente, fuori da qualsiasi confronto e in aperto contrasto con quanto discusso al tavolo». Secondo il sindacato, il metodo adottato dalla Regione svuota completamente la contrattazione: «Ciò che viene concordato al tavolo viene poi alterato, volutamente, nel testo che approda in Giunta».
118 IN PUGLIA, SCONTRO SULLA DELIBERA REGIONALE: LE CRITICITÀ ORGANIZZATIVE E L’ACCUSA DI “DIPENDENZA CELATA”
Il sindacato punta il dito contro diversi aspetti normativi e organizzativi introdotti dal provvedimento. Da un lato, mentre l’accordo collettivo nazionale prevede l’attribuzione dell’incarico per postazione, la delibera regionale subordina la propria efficacia a un’assegnazione legata ad aree o macro-aree individuate dalle Asl, introducendo una modalità giudicata difforme dalla norma nazionale. Dall’altro, viene contestata l’assegnazione ai direttori di centrale operativa della gestione della turnistica e del coordinamento, funzioni che — ricordano dalla Fimmg — spetterebbero ai medici stessi in base all’accordo integrativo regionale del 2010. Al centro della polemica ci sono anche le zone disagiate: «Presenti da sempre in tutti gli Air approvati, tranne l’ultimo – sottolineano i medici – non trovano alcun accenno nella delibera, che al contrario dispone la cessazione di ogni indennità accessoria regionale o aziendale».
Il quadro delineato dalla categoria parla di una vera e propria imposizione dall’alto. Turni fino a 250 ore mensili, “debito orario” a carico del medico, copertura territoriale a discrezione della Centrale e utilizzo di condizioni risolutive. «È una dipendenza celata, imposta a professionisti convenzionati con lo strumento della condizione risolutiva, o si accetta il nuovo assetto organizzativo, o decadono anche le condizioni economiche».
IL RISCHIO DI UNA FUGA DI MASSA E L’ULTIMATUM DEL SINDACATO
La situazione rischia di aggravare ulteriormente un contesto già segnato da una pesante carenza di organico. Attualmente, in Puglia operano 193 medici del 118 a fronte di un fabbisogno stimato di 395 unità. Con questo provvedimento, avverte la Fimmg. «Invece di attrarre nuovi professionisti, si spingono via anche quei pochi che restano, con possibili ricadute drammatiche sull’assistenza ai cittadini pugliesi».
Il pericolo concreto, confermato dalla forte delusione della categoria, è quello di assistere a dimissioni in massa dall’area di emergenza. La richiesta avanzata dalla Federazione è netta: ritiro immediato del provvedimento e riapertura di un confronto reale che rispetti quanto stabilito in sede di trattativa. In difetto, la Fimmg avverte che “è pronta a tutelare in tutte le sedi competenti la dignità e i diritti dei medici del 118”.
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