1.600 pazienti restano senza dottore. Ecco cosa vuole ora fare l’Ast

MONTE SAN GIUSTO Venni, vidi, me ne andai. Il trittico sembrava potesse essere quello celebre con il “vici” finale ma a Monte San Giusto è andata diversamente dalle previsioni degli interessati. Il contesto è quello dell’assistenza primaria nella cittadina calzaturiera maceratese: si era aperta sul finire dell’anno scorso una voragine per il pensionamento di un medico storico e l’azienda sanitaria territoriale, pur nell’immensità di problemi legati alla carenza di centinaia di unità nell’organico dei medici di base nelle Marche, era riuscita ad assicurare una continuità di assistenza ai circa 1600 mutuati.
Proposta di assunzione per Diego Tosoni, contratto di lavoro sottoscritto ai primi dell’anno e in pochi giorni il quadro che si è presentato al sanitario in questione non deve essere stato rispondente alle attese. Nel giro di due settimane il medico neoassunto si è infatti dimesso con 1600 pazienti che restano di nuovo senza un dottore di fiducia.
Ast Macerata, guidata dal direttore generale Alessandro Marini, di nuovo subito al lavoro per trovare una soluzione ma appunto il problema è a monte, difficile nominare qualcuno in una lista che è largamente deficitaria e dove i pochi medici di base disponibili scelgono la sede reputata più attrattiva.
Al momento dunque c’è il problema e non ancora la soluzione: sembra si sia prendendo in esame la possibilità di dividere i 1600 pazienti senza medico tra quelli in attività nell’area di Monte San Giusto.
A prima vista potrebbe apparire una soluzione logica, se non fosse che i medici in questione sono già al limite della capienza indicata dalla legge e si troverebbero con ulteriori 300-400 pazienti. Come dire che il rischio del naufragio, volendo invece tamponare una falla, è dietro l’angolo e appare intuibile che così facendo non si migliora la qualità del servizio sanitario reso ai sangiustesi sul versante dell’assistenza primaria.



