Ambiente

Zorzettig, l’identità friulana da’ forza nell’export, da gennaio +35% vendite vino – Vino

E’ tra le produttrici di vino più
impegnate a divulgare l’identità friulana, Annalisa Zorzettig.

   
Non solo quella in vigna e del bere calici di qualità, ma anche
la tenacia di un popolo che ha saputo ricostruire tutto dopo un
devastante terremoto nonché quella femminile che sa costruire un
patrimonio col lavoro quotidiano, lunga ricerca, i progetti a
lungo termine e persino le imperfezioni del work in progress.

   
Nulla sembra fermare questa viticoltrice che, nonostante le ossa
rotte per un brutto incidente domestico, da Spessa di Cividale
(Udine) sta raggiugendo Milano, Roma, e presto Verona a
Vinitaly, per presentare la rinnovata linea produttiva
Myò e la nuova espressione della linea Tenaci, ridefinendo
l’identità visiva e rafforzando il racconto del Friuli Venezia
Giulia, e in particolare dei Colli Orientali, nel calice. Per
farlo, Annalisa sceglie di rifiutare l’omologazione e
valorizzare l’autenticità del vino come espressione viva del
territorio. Un’attitudine che nasce dal Friuli
stesso, terra di stratificazioni — geologiche, climatiche e
culturali — che nei Colli Orientali, tra le colline di Spessa,
trovano un equilibrio capace di esprimersi in un patrimonio
unico.

   
Zorzettig è oggi una realtà corale; azienda a conduzione
familiare diventata impresa e poi comunità, dove il vino tesse
relazioni, prima ancora che essere un prodotto. Il rebranding
delle linee Tenaci e Myò nasce da qui, tramite il linguaggio
visivo essenziale e contemporaneo condiviso con Antonio Dore. La
gamma comprende i principali vitigni autoctoni e internazionali
del territorio come Friulano, Malvasia, Sauvignon,
Schioppettino, Pignolo e il sempre più raro Picolit. Ma tutto è
in evoluzione in cantina: “va in pensione l’attuale winemaker e
a Vinitaly annuncerò l’ingresso in squadra dell’enologo Luca
D’Attoma, che dalla prossima vendemmia firmerà i nostri vini” ha
detto all’ANSA. Con un totale di 120 ettari, e quattro terroir
vitati, la produzione raggiunge oggi le 800mila bottiglie, per
un fatturato di sei milioni di euro. E nonostante il quadro
geopolitico internazionale c’è ottimismo: “quest’anno abbiamo
cominciato bene con l’estero: abbiamo fatto già un +35 nei primi
tre mesi. E l’enoturismo in Fvg va forte, vendiamo sempre più il
Friulano e siamo convinti che questo cavallo di razza abbia ampi
margini di crescita”.

   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA


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