Friuli Venezia Giulia

Zootecnia da latte, la Regione FVG sperimenta nuove pratiche gestionali innovative e sostenibili

La sperimentazione di strumenti della zootecnia di precisione, come la recinzione virtuale (Virtual fencing), per una miglior gestione della mandria in alpeggio, lo studio della sostenibilità delle aziende zootecniche regionali e, infine, la valutazione delle lavorazioni lattiero casearie, individuando punti di forza e di debolezza del processo produttivo. Si è basato su questi tre interventi il Progetto sperimentale per un sistema integrato di gestione delle aziende zootecniche da latte, iniziativa triennale promossa dalla Regione FVG nell’ambito della programmazione SISSAR 2022 2025 (Sistema Integrato dei Servizi di Sviluppo Agricolo e Rurale), lo strumento con cui l’Amministrazione regionale sostiene ricerca, innovazione e trasferimento tecnologico nel settore agricolo.

Tutti i risultati della progettualitàcoordinata da Ersa in collaborazione con l’Università degli studi di Udine e l’Università di Firenze con il coinvolgimento di aziende caratterizzate da una filiera produttiva corta – verranno presentati in occasione dell’incontro pubblico e gratuito in programma il 20 febbraio 2026 nel palazzo della Regione di via Sabbadini, a Udine (sala Pasolini) a partire dalle 14.30. Presente anche l’Assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna Stefano Zannier.

Nel corso dei tre anni sono state sviluppate e testate buone pratiche gestionali innovative, con particolare attenzione alla sostenibilità economica ed ambientale, nonché al benessere animale, dirette a un comparto che svolge anche un ruolo fondamentale nella tutela del paesaggio, nella manutenzione del territorio e nella salvaguardia delle tradizioni agroalimentari.

Sono state tre le linee d’azione principali. La prima: la sperimentazione – è stata la prima volta nell’arco alpino e con animali da latte – di collari virtuali (Virtual fencing), un sistema innovativo di gestione del bestiame che utilizza collari dotati di GPS per guidare il movimento degli animali all’interno di confini definiti da remoto. Ciò ha reso anche possibile l’elaborazione di un modello semplificato per la stima della biomassa pascoliva tramite elaborazione di immagini satellitari. L’obiettivo? Migliorare la gestione dei pascoli e monitorare il benessere animale. La seconda ha riguardato un’analisi multi-indicatore dei sistemi gestionali delle aziende zootecniche a filiera corta, adatta alla valutazione delle piccole realtà produttive locali che spesso operano in contesti vincolati o marginali. Infine, la terza azione, si è mossa attorno allo studio delle produzioni lattiero-casearie tradizionali, dalla trasformazione alla stagionatura, allo scopo di qualificare ulteriormente i prodotti tipici regionali.

Il progetto ha dimostrato che una gestione integrata delle aziende (9 in totale quelle coinvolte) può contribuire in modo significativo a migliorare qualità, efficienza produttiva e sostenibilità ambientale. L’analisi delle specifiche sfide aziendali ha inoltre prodotto indicazioni utili per la programmazione regionale e per il futuro della zootecnia da latte in FVG. Particolare attenzione è stata dedicata alla valorizzazione dei prodotti caseari tipici, non solo per le loro qualità intrinseche, ma anche per i servizi eco-sistemici offerti dagli allevamenti di piccola scala: presidio del territorio, biodiversità, paesaggio rurale. Un elemento chiave per rafforzare la competitività e garantire un adeguato ritorno economico alle aziende. L’iniziativa conferma il ruolo del SISSAR nel favorire un’agricoltura innovativa, sostenibile e radicata nel territorio, fornendo strumenti utili alle aziende e indicazioni strategiche per la programmazione regionale.


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