Zona 30, autovelox in centro: dati positivi ma è battaglia sulle multe. FdI attacca: “provvedimento punitivo”
Una strada, un autovelox e un limite a 30 all’ora: tanto basta per accendere lo scontro politico in Campidoglio. Al centro della polemica c’è via del Teatro di Marcello, nel cuore di Roma, dove il posizionamento di una postazione mobile per il controllo della velocità ha innescato un duro confronto tra maggioranza e opposizioni.
Eppure, i numeri raccontano una realtà diversa da quella evocata nel dibattito politico. Nel primo giorno di controlli, su 450 veicoli transitati, solo uno è stato sanzionato per aver superato il limite. Un dato che, secondo la Polizia Locale, dimostrerebbe un elevato livello di rispetto delle regole da parte degli automobilisti.
Nonostante questo, la scelta del punto in cui collocare l’autovelox — un tratto in discesa che costeggia il Campidoglio — è finita nel mirino delle opposizioni.
Il capogruppo di Fratelli d’Italia, Giovanni Quarzo, parla apertamente di un provvedimento “punitivo”, sostenendo che la conformazione della strada renda naturale un leggero superamento della soglia dei 30 chilometri orari senza che ciò comporti necessariamente un pericolo per la sicurezza.
Secondo l’esponente di opposizione, l’intervento rischia di trasformarsi in una forma di pressione sugli automobilisti, più orientata a sanzionare che a prevenire.
Da qui la richiesta di rimuovere immediatamente la postazione e di puntare invece su strumenti alternativi, come una segnaletica più visibile o interventi strutturali sulla carreggiata.
Di tutt’altro avviso il Campidoglio, che difende la misura inserendola nella strategia complessiva della mobilità urbana. L’assessore Eugenio Patanè richiama il principio della “Vision Zero”, che punta a ridurre drasticamente incidenti e vittime sulle strade, soprattutto nelle aree ad alta frequentazione pedonale.
Via del Teatro di Marcello, sottolineano dagli uffici capitolini, è uno snodo particolarmente sensibile, attraversato ogni giorno da residenti, turisti e visitatori.
In questo contesto, il rispetto del limite dei 30 chilometri orari viene considerato essenziale per contenere i rischi e limitare le conseguenze di eventuali incidenti.
E proprio i dati del primo giorno vengono letti dall’amministrazione come un segnale positivo: la quasi totalità degli automobilisti — il 99,8% — ha rispettato il limite imposto. Un risultato che, secondo il Campidoglio, dimostra come la cultura della sicurezza stradale stia progressivamente prendendo piede anche nella Capitale.
Resta però il nodo politico. Perché, al di là dei numeri, la “Zona 30” continua a dividere, tra chi la considera uno strumento indispensabile per la sicurezza urbana e chi la vive come un’ulteriore stretta su automobilisti e lavoratori.
Una frattura destinata a rimanere aperta, almeno finché il modello di mobilità della città continuerà a essere terreno di scontro.
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