Zelensky: se Usa ed Europa non acquistano petrolio e gas russi la guerra finirà presto
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è arrivato a Bucarest, in Romania, alla vigilia del suo viaggio a Parigi, dove incontrerà il presidente Emmanuel Macron. Il capo dello Stato ucraino incontrerà il suo omologo, Nicusor Dan, e visiterà una base di addestramento per i piloti di caccia F-16 utilizzati da Kiev per contrastare l’invasione russa.
Domani Macron accoglierà Zelensky nella capitale francese, dove discuteranno, tra le altre cose, di «come aumentare la pressione sulla Russia» dopo quattro anni di guerra, «in particolare combattendo la sua flotta ombra», ha annunciato l’Eliseo. I due leader «discuteranno anche le condizioni per una pace giusta e duratura e, a tal proposito, rivedranno gli impegni assunti nell’ambito della Coalizione dei Volenterosi in materia di garanzie di sicurezza», ha dichiarato la presidenza francese.
Il presidente ucraino è poi atteso domani pomeriggio a Sciences Po per uno scambio con gli studenti organizzato dall’ateneo parigino. All’incontro parteciperanno anche gli studenti delle università aderenti alla “Global Coalition of Ukrainian studies”. L’appuntamento rientra nel quadro della cosiddette “Grandes Conférences de Sciences Po”, che nelle scorse settimane, in piena crisi legata alle mire espansionistiche di Donald Trump sulla Groenlandia, ha visto dialogare gli studenti con la premier danese, Mette Frederiksen e l’omologo della Groenlandia, Jens-Frederik Nielsen. Uno scambio moderato dall’autore del best-seller il “Mago del Cremlino” e “L’ora dei predatori” Giuliano da Empoli.
«Se gli Stati Uniti e l’Europa sono forti, se non acquistano petrolio e gas russi, se i cittadini rispettano i principi che dichiarano e se la pressione sulla Russia è forte e chiara – se tutto questo funziona correttamente, la guerra finirà il più rapidamente possibile. Altrimenti, durerà più a lungo di quanto stimiamo», scrive intanto su X lo stesso Zelensky, che poi aggiunge: «Volevamo firmare un importante accordo per la produzione di droni con gli Stati Uniti, ma avevamo bisogno dell’approvazione della Casa Bianca. Riguardava diversi tipi di droni e sistemi di difesa aerea. Operano come un unico sistema e possono difendere da centinaia o migliaia di “shahed” e missili iraniani», afferma il leader ucraino. «Non abbiamo ancora avuto l’opportunità di firmare questo documento. Spero che forse gli amici americani saranno più vicini a questa decisione ora, soprattutto dopo le sfide che stiamo vivendo in Medio Oriente».
Kiev, però, deve fronteggiare un innalzamento della tensione con l’Ungheria di Viktor Orban, a poche settimane dalle elezioni politiche di Budapest. Il ministro degli Esteri ungherese Péter Szijjártó fa sapere di aver parlato con il vice ministro dell’Energia russo Pavel Sorokin, «che mi ha informato che l’Ucraina ha lanciato diversi attacchi contro le infrastrutture critiche del gasdotto TurkStream in Russia». «L’Ucraina blocca già le nostre forniture di petrolio e ora sta prendendo di mira anche il nostro approvvigionamento di gas. TurkStream è essenziale per l’Ungheria. Se il gasdotto venisse interrotto, la sicurezza dell’approvvigionamento di gas dell’Ungheria e di diversi paesi dell’Europa centrale e sudorientale sarebbe a rischio», lamenta Szijjártó, che accusa esplicitamente l’Ucraina di star cercando di imporre all’Ungheria un blocco energetico totale per interferire nelle elezioni e sostenere il partito di opposizione Tisza. Il capo della diplomazia magiara ha quindi chiesto a Zelensky e agli ucraini di fermare gli attacchi contro le infrastrutture energetiche critiche per l’approvvigionamento dell’Ungheria e di «smettere di interferire nelle nostre elezioni».




