Xiaomi SU7 ora costa meno di Model 3 in Cina, e l’attesa del debutto in Europa è sempre più febbrile
La nuova fase della Xiaomi SU7 segna un altro passaggio importante nel mercato cinese delle auto elettriche. Il modello, già protagonista di un forte interesse, ora torna sotto i riflettori con un prezzo aggiornato e più basso.
Nel giro di un anno la berlina del marchio cinese ha consolidato una presenza significativa, attirando una parte ampia della clientela del Paese e creando un effetto che pochi avevano previsto.
Xiaomi apre i preordini della versione model year 2026 della SU7 e riduce il prezzo di accesso. L’auto parte da 229.000 yuan, pari a circa 28 mila euro, scendendo sotto la cifra richiesta per una Tesla Model 3, che in Cina parte da 235.500 yuan (sono circa 800 euro meno, quindi più che una differenza abissale è un testa a testa che un semplice optional può già ribaltare).
La cifra diventa comunque un elemento rilevante perché conferma la strategia di Xiaomi, che punta su una dotazione tecnologica completa mantenendo un listino più contenuto rispetto a marchi concorrenti più affermati.
Nel mercato interno la SU7 è diventata un fenomeno culturale e commerciale. Xiaomi ne vende in media 17.000 unità al mese, una quantità che testimonia la diffusione del modello nelle principali città cinesi.
Il costruttore ha inoltre ampliato l’offerta con l’arrivo del SUV YU7, presentato a giugno. L’obiettivo dichiarato per il 2026 è la consegna di 500.000 vetture, una soglia rilevante per un’azienda di origine legata all’elettronica di consumo.
Per ora Xiaomi concentra tutte le sue attività automobilistiche nella Cina, ma nel 2027 è già previsto lo sbarco in Europa, e notizie come questa rendono l’attesa ancora più febbrile, per quanto di prezzi a livello internazionale ancora non se ne parli.
La crescita della gamma conferma un percorso che Xiaomi sta portando avanti con continuità, mantenendo l’attenzione sul proprio pubblico domestico, ma guardando già oltre i confini. E sono in molti a lodare ciò che l’azienda cinese è riuscita a fare in così poco tempo, soprattutto se pensate che che un colosso come Apple, un tempo accostata al mondo delle EV, ha poi deciso di non provarci nemmeno.
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