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Wsj: le parole di Trump influenzano i mercati, e c’è chi le conosce da prima e ci guadagna

Dagli attacchi in Iran ai dazi alla cattura di Maduro, le repentine decisioni di Donald Trump influenzano i mercati provocando improvvisi cambiamenti di rotta. Il punto è che, in diverse occasioni, flussi di operazioni insolite sono state registrate prima dei suoi annunci e non dopo, rileva il Wall Street journal. E l’ultimo caso risale al 23 marzo 2026, scrive il Wsj.

Lunedì mattina Trump ha annunciato su Truth Social che avrebbe rinviato gli attacchi alle centrali elettriche iraniane grazie a colloqui “produttivi” con Teheran. Circa 15 minuti prima del post, un’improvviso afflusso di attività ha colpito il mercato dei futures sul petrolio e nell’arco di due minuti dalle 6:49 alle 6:51 del mattino (ora della costa orientale), sono stati scambiati futures sul greggio Brent e West Texas Intermediate per un valore di oltre 760 milioni di dollari, secondo i dati di mercato di Dow Jones. Un’ondata di attività simile si è verificata contemporaneamente nei futures sull’S&P 500. Per i detrattori qualcuno conosceva anticipatamente la mossa del tycoon e ne stava traendo illecito profitto, sebbene non ci siano prove di fughe di notizie o di insider trading.

Il senatore dem Murphy: «Corruzione sbalorditiva»

«Chi è stato? Trump? Un membro della sua famiglia? Un membro dello staff della Casa Bianca? Questa è corruzione. Una corruzione sbalorditiva», attaccava su X il senatore dem Chris Murphy. «Tutti i dipendenti federali sono soggetti alle linee guida etiche del governo che vietano l’uso di informazioni non pubbliche a scopo di lucro. Tuttavia, qualsiasi insinuazione che i funzionari dell’amministrazione siano coinvolti in tali attività senza prove è infondata e costituisce una segnalazione irresponsabile», aveva chiarito una portavoce della Casa Bianca.

Ma non è la prima volta che si verifichino episodi simili. Il 28 febbraio 2026 poco dopo l’attacco in Iran la società di analisi blockchain Bubblemaps ha identificato un gruppo di presunti insider che hanno guadagnato 1,2 milioni di dollari scommettendo proprio su un attacco attraverso Polymarket, un mercato di previsione basato sulle criptovalute.

Non solo, un’ora prima della cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro dai militari Usa un trader misterioso ha piazzato la sua ultima scommessa, per un totale di circa 34.000 dollari di vincite su scommesse inziate a dicembre di eventi legati al Venezuela. E ancora il 10 ottobre scorso, irritato dalle restrizioni cinesi sulle terre rare, Trump ha minacciato un dazio aggiuntivo del 100% contro Pechino. Poco prima, sulla piattaforma di cripto Hyperliquid due account hanno scommesso ingenti somme con un profitto di 160 milioni di dollari. Il 9 aprile invece poco prima dell’annuncio di uno stop di 90 giorni ai dazi Usa su decine di paesi, è partita un’ondata d attività di trading nelle opzioni legate al fondo negoziato in borsa SPY. Le operazioni riguardavano option call rialziste a breve termine che avrebbero dato profitto solo se l’indice avesse chiuso in netto rialzo quel pomeriggio. «Pazzesco, qualcuno lo sapeva», ha twittato Unusual Whales, una specie di whisleblower di potenziali attività di insider trading.


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