Emilia Romagna

Woolrich ha sospeso i trasferimenti previsti


“Un primo passo”. È così che le sigle sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil hanno commentato la sospensione dei trasferimenti dei lavoratori di Woolrich. In giornata, infatti, si è tenuto un incontro tra i sindacati, i dirigenti dell’azienda, il sindaco Matteo Lepore e l’assessore regionale Vincenzo Paglia.

I sindacati, si legge in una nota, hanno “ribadito con fermezza le proprie rivendicazioni: la sospensione dei trasferimenti e l’apertura di un confronto reale e strutturato sul processo di riorganizzazione che sta interessando la società, al fine di individuare soluzioni concrete per la salvaguardia occupazionale. L’azienda ha dichiarato e sottoscritto la propria disponibilità a sospendere i trasferimenti verso la sede di Torino dei circa 140 lavoratori coinvolti”.

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“Si tratta di un primo e importante passo avanti – continua il testo – che consente alle parti, con il supporto delle istituzioni territoriali e regionali, di affrontare una situazione che, in assenza di un confronto condiviso, rischierebbe di tradursi in una crisi scaricata esclusivamente sulle lavoratrici e sui lavoratori”.

Ora le aperture da parte di Woolrich “dovranno tradursi in atti concreti e nelle tempistiche opportune e sarà necessaria la massima trasparenza sui futuri business plan e sui piani industriali che il gruppo intende attuare”, si conclude la nota.

“Chiediamo di avviare un percorso corretto, vogliamo poterci far carico di una difficoltà, ma per farlo abbiamo bisogno di chiarire i pregressi e di parlare di piani industriali e di prospettive – ha detto al tavolo l’assessore Paglia -. In Emilia-Romagna, anche grazie al Patto per il lavoro e per il clima, si mettono in campo tutte le possibili soluzioni a difesa dell’occupazione e dei lavoratori. Oggi siamo qui per trasferire la discussione su un tavolo istituzionale, dove ragionare su tutti gli strumenti possibili di riorganizzazione”.

Soddisfatto anche il sindaco Lepore, che ha chiesto all’azienda “di considerare Bologna come un sito produttivo e di lavorare insieme a noi per la salvaguardia dell’occupazione. Sono convinto che, come per La Perla, la differenza la facciano le persone che lavorano in azienda e quindi ci aspettiamo che anche a queste lavoratrici e lavoratori venga dato il massimo sostegno e rispetto” conclude Lepore.

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