Scienza e tecnologia

Windows 11 record, 1 miliardo di utenti attivi prima di Windows 10

È ufficiale: Windows 11 ha superato il traguardo di 1 miliardo di utenti attivi mensili. Un risultato che Microsoft ha inseguito con tenacia e che, contro ogni previsione iniziale, è stato raggiunto con un anticipo significativo rispetto al suo predecessore.

Nonostante un lancio segnato da requisiti hardware stringenti e qualche polemica, l’ultimo sistema operativo di Redmond ha impiegato 130 giorni in meno di Windows 10 per toccare la fatidica quota, spinto in modo decisivo dalla fine del supporto del vecchio OS e dalla nuova ondata di PC dotati di intelligenza artificiale.

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Il sorpasso: i numeri del successo di Windows 11

Durante la conferenza sui risultati finanziari del secondo trimestre fiscale del 2026, il CEO di Microsoft Satya Nadella ha confermato il dato che molti analisti attendevano: Windows 11 è installato su oltre un miliardo di dispositivi attivi. Ma il dato più interessante è la velocità con cui questo obiettivo è stato centrato.

Se Windows 10 aveva impiegato circa 1.706 giorni (poco più di 4 anni e 8 mesi) per raggiungere il miliardo, Windows 11 ha tagliato il traguardo in circa 1.576 giorni (4 anni e 4 mesi).

Parliamo di un vantaggio di circa 130 giorni, un’accelerazione che smentisce le voci di una diffusione Windows 11 a rilento che circolavano nei primi anni dal rilascio.

Questo record è ancora più notevole se consideriamo il contesto di partenza: mentre Windows 10 era stato offerto come aggiornamento gratuito e universale per la maggior parte dei PC Windows 7 e 8, Windows 11 ha introdotto barriere all’ingresso, come l’obbligo del chip TPM 2.0, che hanno inizialmente tagliato fuori una fetta enorme del mercato hardware esistente.

I fattori della crescita: perché Windows 11 ha accelerato?

Analizzando la crescita Microsoft OS, emergono chiaramente due fattori trainanti che hanno permesso questo sprint finale tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026.

L’effetto “Fine Supporto” di Windows 10

Il motore principale di questa adozione di massa è stato senza dubbio il termine del supporto ufficiale per Windows 10, scattato nell’ottobre 2025. Con la fine degli aggiornamenti di sicurezza gratuiti per la versione consumer, milioni di utenti privati e, soprattutto, aziende, si sono trovati di fronte a una scelta obbligata: pagare per gli aggiornamenti estesi (ESU) o migrare al nuovo sistema.

Questo ha generato un tasso di crescita del 45% anno su anno per Windows 11, costringendo anche i più restii ad abbandonare il vecchio sistema operativo per garantire la sicurezza dei propri dati.

Il rinnovo hardware e gli AI PC

Parallelamente, il mercato hardware ha visto un ricambio fisiologico importante. I PC acquistati durante il boom del 2020-2021 hanno iniziato a mostrare i segni del tempo, e quasi ogni nuovo computer venduto negli ultimi due anni porta in dote Windows 11 nativo. Inoltre, la spinta verso gli AI PC, con l’integrazione profonda di Copilot e le NPU (Neural Processing Units), ha incentivato l’acquisto di nuove macchine ottimizzate proprio per l’architettura di Windows 11.

Windows 10 vs 11: un confronto sulla diffusione

Il duello Windows 10 vs 11 è stato lungo e complesso. Per anni, Windows 10 ha mantenuto la leadership del mercato globale, resistendo come il sistema operativo più amato per la sua stabilità. Tuttavia, i dati attuali mostrano un’inversione di tendenza definitiva.

  • Windows 10: Ha goduto di un’adozione rapidissima iniziale grazie alla gratuità totale e all’assenza di requisiti hardware severi, ma ha rallentato fisiologicamente verso la fine del ciclo vitale.
  • Windows 11: È partito con il freno a mano tirato, ostacolato dalla compatibilità hardware, ma ha recuperato terreno costantemente, diventando lo standard de facto per il gaming (grazie a tecnologie come DirectStorage) e per la produttività aziendale moderna.

Nonostante il sorpasso, va notato che una fetta di utenza rimane ancora fedele a Windows 10, spesso su macchine perfettamente funzionanti ma non compatibili, creando un mercato secondario o spingendo alcuni verso soluzioni alternative come Linux, anche se in percentuali minoritarie rispetto alla massa critica degli utenti Windows 11.

Cosa significa questo traguardo per il futuro

Raggiungere il miliardo di utenti attivi non è solo una medaglia al valore per Microsoft, ma la conferma che la strategia del “Software as a Service” funziona. Windows 11 non è più solo un contenitore di finestre, ma l’hub centrale per i servizi in abbonamento come Microsoft 365 e Game Pass.

Con questo traguardo in tasca, Redmond può ora guardare al futuro con maggiore sicurezza. Le indiscrezioni su un possibile successore (Windows 12?) si fanno sempre più insistenti, ma la base installata di Windows 11 è ora così vasta e solida che il sistema ci accompagnerà verosimilmente ancora per molti anni, consolidando la sua posizione come piattaforma privilegiata per l’era dell’intelligenza artificiale.

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