Scienza e tecnologia

Windows 11 e Linux su uno smartphone: NexPhone promette la rivoluzione

L’idea di usare un solo dispositivo per coprire funzioni da smartphone, PC e postazione Linux circola da anni, ma raramente arriva in un prodotto concreto. Non a caso, la proposta di Nex Computer riporta questo tema in primo piano con un approccio dichiaratamente pratico.

Il nuovo NexPhone vuole inserirsi proprio in questo spazio: un telefono che passa da Android a Debian e persino a Windows 11, senza ambire a stupire con numeri fragorosi ma cercando di mostrare come potrebbe funzionare davvero un dispositivo unico per più scenari.

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Un telefono per tre ambienti

Il progetto nasce da un percorso lungo 14 anni, raccontato direttamente dal fondatore di Nex Computer, Emre Kosmaz, che riprende un concetto pubblicato già nel 2012. L’obiettivo resta lo stesso: rendere il telefono un dispositivo capace di adattarsi alle esigenze di lavoro e utilizzo quotidiano, senza accessori ingombranti e senza cambiare piattaforma.

A livello operativo, NexPhone propone tre modalità distinte. La prima è il normale uso con Android 16, presentato in forma essenziale e senza componenti aggiuntivi superflui per lasciare spazio alla memoria interna.

La seconda modalità riguarda Debian, eseguibile come applicazione tramite NexOS. L’ambiente Linux riceve anche l’accelerazione GPU, così da mantenere un comportamento più vicino a quello di un computer vero e proprio.

La terza modalità richiede un riavvio: il telefono può infatti avviare Windows 11 tramite doppio avvio. Per gestire l’interfaccia su schermo ridotto, Nex Computer ha sviluppato una propria interfaccia Mobile dedicata al contesto portatile.

Collegando il dispositivo a un monitor tramite video output, l’esperienza cambia sensibilmente. Tra DeX, Debian e Windows diventa possibile ricostruire una postazione completa con schermo grande, tastiera e mouse, unendo funzioni oggi distribuite su più dispositivi.

Nex Computer chiarisce che la scelta non punta a rimpiazzare immediatamente telefoni e computer tradizionali, ma a coprire una porzione più ampia delle attività quotidiane attraverso un unico apparecchio.

Caratteristiche tecniche e progetto produttivo

Il dispositivo usa un design rugged, una scelta derivata dall’esperienza con i NexDock e dalle richieste degli utenti che operano spesso in mobilità.

La piattaforma scelta è il Qualcomm QCM6490, associata a 12 GB di RAM e 256 GB di archiviazione.

Il display da 6,58 pollici offre una frequenza di aggiornamento da 120 Hz, mentre la fotocamera principale utilizza un sensore Sony IMX787 da 64 megapixel. Sono presenti anche 5G, ricarica wireless e uscita video, insieme a una dotazione pensata per inserirsi in un utilizzo ibrido tra telefono e PC.

La produzione verrà avviata con una prima serie che punta alla spedizione nel terzo trimestre del 2026. L’azienda dichiara di aver scelto componenti disponibili a volumi ridotti, puntando anche sul supporto a lungo termine garantito dal produttore della piattaforma fino al 2036.

Il costo indicato è di circa 500 euro, con una prenotazione rimborsabile di circa 181 euro che dà diritto all’acquisto anticipato rispetto alla disponibilità generale. Al momento della spedizione resteranno da versare circa 319 euro, a cui si aggiungeranno spedizione e imposte locali. Ogni NexPhone includerà anche un hub USB-C.

La proposta si rivolge anche a chi dispone già di un telefono di fascia alta: secondo l’azienda, NexPhone può funzionare come dispositivo secondario e come sostituto di un portatile in varie situazioni in cui servono applicazioni Windows.

Kosmaz chiude il progetto ricordando che il percorso verso questo tipo di uso multidispositivo richiede tempo e persone pronte a sostenerne l’adozione.


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