Wendelstein, il castello “fantasma” di Bolzano
Castel Wendelstein è uno dei castelli medievali più misteriosi di Bolzano, soprattutto perché oggi non esiste più come edificio riconoscibile. La sua storia però non è scomparsa: si nasconde ancora sotto un luogo che i bolzanini conoscono bene, il convento e la Chiesa dei Cappuccini in via Cappuccini, a pochi passi dal Duomo.
Il castello venne costruito tra il 1234 e il 1242 dal conte Alberto III di Tirolo. La posizione non era casuale: si trovava vicino all’antico ponte sull’Isarco, un punto strategico per controllare i traffici commerciali che attraversavano Bolzano. Già nel XIII secolo la città stava diventando uno snodo fondamentale tra il mondo germanico e quello italiano, e la presenza di una fortificazione serviva a presidiare un passaggio economico e politico di grande importanza. All’origine si trattava di una struttura difensiva con torre e fossato, costruita accanto alla curtis di Sant’Afra, un grande complesso agricolo appartenente alla chiesa di Augusta.
Con la crescita delle fiere commerciali di Bolzano il castello assunse anche un ruolo economico significativo. In quell’area venne infatti istituito un banco dei pegni gestito da banchieri italiani, probabilmente fiorentini, che concedevano prestiti ai mercanti in arrivo da tutta Europa. Senza un sistema di credito simile sarebbe stato difficile sostenere l’intenso commercio che animava le fiere bolzanine, e Castel Wendelstein diventò così anche uno dei luoghi dove si sviluppava la dimensione finanziaria della città medievale. La storia del maniero non fu però lineare. Nel 1277 il castello venne distrutto dagli stessi bolzanini durante una fase di tensioni politiche e conflitti locali. In seguito fu ricostruito e continuò a essere utilizzato per diversi secoli. Proprio nell’area del castello, secondo alcuni studi storici, potrebbero essersi svolti episodi importanti della storia tirolese, tra cui momenti legati alla cessione del Tirolo agli Asburgo nel 1363 da parte di Margherita Maultasch. Alcuni affreschi medievali conservati nel complesso dei cappuccini potrebbero rappresentare proprio quella scena, anche se l’interpretazione non è condivisa da tutti gli studiosi.
La svolta arrivò alla fine del Cinquecento. Nel 1599 giunsero a Bolzano i frati cappuccini e decisero di costruire qui il loro convento. I resti del castello vennero in parte demoliti e in parte inglobati nel nuovo complesso religioso. Secondo diverse ricostruzioni storiche il grande salone del castello venne riutilizzato per realizzare la chiesa del convento, consacrata intorno al 1600. Questo spiegherebbe anche alcune proporzioni architettoniche insolite rispetto alle chiese cappuccine tipiche dell’epoca, normalmente più semplici e lineari. Per molto tempo Castel Wendelstein è rimasto quasi un fantasma nella storia della città. I documenti medievali lo citavano chiaramente, ma per secoli non era più chiaro dove si trovasse esattamente. Alcuni storici lo collocavano nell’area dell’attuale piazza Walther, altri vicino al Duomo o lungo il vecchio corso dell’Isarco. Il problema era che le mappe medievali erano imprecise e l’assetto urbano di Bolzano è cambiato profondamente tra Medioevo ed età moderna. Solo tra gli anni Novanta e i primi Duemila una serie di studi storici e archeologici ha permesso di chiarire con maggiore precisione la posizione del castello, individuandola nell’area occupata oggi dal convento dei cappuccini e dal parco vicino. La conferma è arrivata dall’analisi delle murature medievali inglobate negli edifici, da documenti notarili del XIII secolo che collocavano il castello vicino alla curtis di Sant’Afra e da affreschi medievali scoperti nel chiostro.
Oggi il castello non è più visibile come struttura autonoma, ma alcuni elementi della sua storia sopravvivono ancora. Alcune murature medievali sono incorporate nel convento, sotto il complesso restano resti archeologici del maniero e in alcune parti del chiostro sono ancora presenti tracce pittoriche riconducibili alla fase del castello. È uno di quei luoghi in cui la Bolzano medievale continua a esistere sotto la superficie della città contemporanea, anche se pochi ne sono consapevoli.
Proprio a questo castello “scomparso” saranno dedicate le prossime Giornate FAI di primavera.Con una recente delibera la giunta comunale di Bolzano ha approvato un contributo di 2.000 euro al Comitato FAI di Bolzano – Fondo Ambientale Italiano per sostenere l’iniziativa “Wendelstein – Il castello scomparso di Bolzano”, in programma il 21 e 22 marzo. L’evento permetterà di visitare alcuni ambienti normalmente chiusi al pubblico all’interno della scuola professionale Hannah Arendt e del complesso dei Cappuccini, offrendo l’occasione di riscoprire uno dei capitoli più nascosti della storia medievale della città.
✍️ Alan Conti




