Cultura

Warner Bros Discovery respinge (ancora una volta) Paramount: Advance tratta solo con Netflix

Stavolta sembra davvero la fine. Paramount Skydance ha provato a mettere in difficoltà la compravendita tra Warner Bros Discovery e Netflix per evitare che avvenga un passaggio di consegne praticamente già definito. L’azienda ha stuzzicato i vertici di Advance, proprietario della Warner Bros, con una nuova offerta ostile (si definisce così perchè avviene quando due parti stanno già trattando un affare in corso) ritenuta fortemente svantaggiosa e inadeguata. Parole forti che sottolineano, però, quanto WBD non ne voglia più sapere di trattare con altri.

Nello specifico, rispetto alla Paramount, c’è un muro sempre più invalicabile: durezza dovuta ai ripetuti tentativi di frazione riproposti dall’impresa stessa. Otto volte ha provato a interrompere una trattativa già avviata fra Advance e l’azienda di Los Gatos. Tutte eventualità respinte al mittente. L’ultima, in ordine di tempo, è stata ritenuta anche pericolosa sul piano della sostenibilità: Paramount avrebbe offerto 30 dollari per azione in contanti.

Warner Bros tratta solo con Netflix

Valore ritenuto insufficiente rispetto – testuali parole della WBD – ai rischi e alle incertezze del mercato. Arriva, dunque, un altro no depositato via PEC. Un messaggio che equivale a un macigno per quel che riguarda le ambizioni della Paramount. A rimanere di stucco sono anche tanti produttori e registi che speravano nella nuova proposta per mettere alle strette, o quantomeno cercare di farlo, Netflix. Il punto è che, secondo molti rappresentanti dell’industria che popola la settima arte, Netflix acquisendo WBD potrebbe far decadere i cinema favorendo lo streaming.

Warner Bros chiude alla Paramount e prosegue le trattative con Netflix

Possibilità sventata, a parole, i fatti però dicono altro. Ovvero che i film potrebbero restare in sala soltanto per 17 giorni per poi finire su piattaforma. Netflix, acquisendo Warner Bros e i suoi Studios, si prenderebbe una fetta di torta piuttosto grande dell’intero sistema cinematografico internazionale. Portando, quindi, la settima arte a disfarsi – nel giro di pochi anni – del mezzo che l’ha resa intramontabile: i cinema.

Paramount fuori dai giochi

Se in questo senso si ragiona ancora soltanto per eventualità, in concreto ci sono le parole dell’azienda di Los Gatos. Sarandos e Peters hanno sottolineato che i cinema saranno sempre in prima linea, anche se molti stentano a crederci, per poi far valere quello che loro – in termini economici – hanno messo sul piatto. Un affare, quello con Warner Bros Discovery, da 83 miliardi di dollari complessivi. Più la successiva copertura delle pendenze vigenti. Ecco perché cedere gli Studios, con il catalogo titoli incluso, non è solo possibile per Zaslav e soci ma diventa necessario.

Paramount, in altre parole, è stata messa alla porta perché – secondo WBD – non offre le garanzie (dal punto di vista economico) che assicura Netflix e poi, solo in ultima istanza, c’è anche una questione di metodo e tempistiche. Netflix è arrivata prima e, sul piano strategico, si sarebbe mossa meglio. Sarandos e Peters hanno studiato per mesi, con l’aiuto di un consulente specifico, i libri contabili della WBD. Gli è stato fornito l’accesso alla Data Room aziendale, tradotto: Netflix ha avuto tempo e modo di studiarsi le carte e capire di cosa avesse bisogno Warner Bros.

Cosa succede tra un anno e mezzo

La public company statunitense, che comprende WarnerMedia e Discovery.Inc, vuole rinnovarsi e alleggerire il proprio carico per reinvestire. I vertici di Advance, nello specifico, cederanno la parte cinematografica a Netflix per ricominciare dall’orizzonte televisivo: nuovo mercato di punta della società USA. Portare a termine un affare del genere implicherà un trascorso equivalente a 12-18 mesi, tempo sufficiente a WBD per formare un’altra società. La Discovery Global, entità dove confluiranno tutte le realtà televisive che oggi compongono la WBD.

Questo, tuttavia, non implica un addio definitivo al cinema. Warner Bros, infatti, continuerà a occuparsi di settima arte ma puntando sul cinema indipendente: il piano è lanciare una vera e propria realtà cinematografica indipendente con un budget più contenuto che abbia, però, un forte sviluppo sul piano marketing e pubblicità. Concentrarsi, quindi, sui talenti del domani. Alla contemporaneità (cercando di non tradire storia e valori del recente passato) ci penserà Netflix che raccoglierà un patrimonio solo apparentemente inestimabile. Oneri e onori, dunque. Los Gatos adesso sembra avere la strada spianata, con l’esclusione di Paramount, il futuro del cinema passa dalla California.


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