Votare Sì per un sistema più libero, autonomo e meritocratico

“Molti hanno compreso le strumentalizzazioni che sono state fatte sul referendum dall’opposizione di sinistra e da una parte minoritaria di magistrati che punta al mantenimento del sistema correntizio per conservare quel potere usato fino ad oggi per sbilanciare i legittimi equilibri democratici oltre a condizionare le politiche del Governo, annullarne in alcuni casi gli effetti e controllare i percorsi di carriera dei colleghi magistrati. Il voto al referendum non deve essere dettato da motivazioni politico/ideologiche, ma dal merito della riforma che è cruciale per il Paese e per tutti gli italiani. Non si tratta di una battaglia tra avvocati e magistrati, né tra centrodestra e sinistra, ma di un passo in avanti per un sistema della giustizia sempre più libero, autonomo, meritocratico e professionalizzato Votare ‘no’ per pregiudizio o per ‘ordine di scuderia’ della sinistra è, a tutti gli effetti, un atto di autolesionismo”. Così il deputato Jacopo Morrone, segretario Lega Romagna, portavoce Comitato Giovani Avvocati per il ‘SÌ’, intervenuto questa mattina a Rimini all’incontro pubblico intitolato “La riforma che fa giustizia. Io voto SÌ” alla Sala Massimo Pironi, organizzato dal Comitato Giovani Avvocati per il ‘SÌ’ di Aiga e dal Comitato Camere penali per il ‘SÌ’, durante il quale ha relazionato anche l’avv. Alessandro Sarti, responsabile Osservatorio nazionale dell’Unione Camere Penali Italiane ‘Scienza, processo e intelligenza artificiale’. Ha moderato l’incontro il giornalista Franco Fregni.
Morrone ha anche citato i ‘casi’ di manifesti della Lega strappati in varie località della Romagna. “Chissà chi si è accanito contro i nostri manifesti che invitano a votare SÌ al referendum per la riforma della giustizia. C’è chi crede di prevalere sulle idee e sulla libertà di pensiero con atti di vandalismo. Non solo queste violenze non ci silenziano ma ci sollecitano ad alzare ancora di più la voce contro le bufale che raccontano esponenti anche di spicco del ‘campo largo’. Il carro guidato dal Pd più massimalista, che ha imbarcato perfino antagonisti contro lo Stato e islamisti fondamentalisti, non è riuscito a smontare neppure uno dei concetti qualificanti della riforma, anzi semmai ha fornito carburante a chi la considera indispensabile per il Paese. Per fortuna vediamo che c’è anche una sinistra riformista e più responsabile con cui si potrà intavolare un dialogo dopo la vittoria del SÌ al referendum”.
L’esponente leghista non ha risparmiato critiche a chi, in magistratura come nel mondo della politica della cultura e dello spettacolo, “sta raggiungendo gli apici della disinformazione raggirando soprattutto gli italiani che fanno affidamento sulle loro prese di posizioni pregiudizievoli e totalmente estranee ai contenuti della riforma”.
Source link




