«Volume delle preghiere troppo alto». Il Centro islamico di Jesi nel mirino dei vicini
JESI – Il volume di canti e preghiere ma anche il nodo di un «comignolo confinante con altre abitazioni». Il tema della convivenza in viale della Vittoria tra residenti e il nuovo Centro islamico che ha iniziato un anno fa la sua attività in zona, approda in Consiglio, con una interrogazione di Chiara Cercaci (Fratelli d’Italia).
La replica
È il vice sindaco e assessore alle politiche per l’inclusione Samuele Animali a rispondere: «Ripetutamente contatti i responsabili, ci hanno assicurato che non viene utilizzata amplificazione per la preghiera del mattino. Per l’acustica, segnalata dagli uffici ad Arpam la possibilità di controlli. Quanto a stufa e camino, non sono state riscontrate irregolarità». Nel mezzo della discussione, il centro dell’associazione culturale At-Taqwa. Nella stessa zona, ma dall’alto lato della strada e in un altro edificio, fino a un anno fa c’era il centro islamico dell’associazione Al-Huda, ora trasferitosi in via Cascamificio, realtà distinta e differente da quella in questione. «Vicinato e confinanti – riferisce l’esponente FdI – subiscono canti corali cinque volte al giorno, anche alle 5 o 4,30 del mattino. Chiedo se è prevista una insonorizzazione nei centri islamici, dato che centinaia di persone inneggiano e le case confinanti dovrebbero vedere garantita la quiete pubblica». In aula, Cercaci aggiunge: «Specie le preghiere del tardo pomeriggio creano parecchi disturbi, più sopportabili d’inverno ma con la bella stagione, a finestre aperte, invivibili». Inoltre Cercaci chiede se i locali dei centri islamici, «in particolare – specifica – quello più recente di viale della Vittoria, hanno avuto un cambio di destinazione d’uso». Da Animali, la precisazione: «Non risulta i locali siano utilizzati addirittura da centinaia di persone. Affluenza elevata ma non di quell’ordine di grandezza. Ai responsabili abbiamo rappresentato il disagio che le amplificazioni possono generare specie nelle prime ore del mattino, ci hanno assicurato che non vengono utilizzate. La verifica chiaramente è abbastanza difficile, abbiamo cercato di sensibilizzare ad autocontrollarsi».
I controlli
Quanto ad Arpam, «abbiamo segnalato, dipende dalla sua disciplina se effettuerà controlli. Ne servono di obiettivi perché una procedura amministrativa possa andare avanti. Altrimenti rimane il civile o il penale tra privati in fatto di schiamazzi o immissioni». Infine, dice Animali: «Alle segnalazioni dei cittadini anche tramite legale, è stata data risposta dagli uffici dopo i nostri controlli. Nessun cambio di destinazione urbanistica: a norma di legge, per le sedi di enti di terzo settore non è richiesto».




