Marche

«Vivi ancora dentro di noi»


SAN BENEDETTO La Cattedrale Madonna della Marina non è bastata per contenere tutte le persone che hanno voluto dare l’ultimo saluto al quarantaseienne Emidio Croci, morto tragicamente poco dopo la mezzanotte di domenica per choc ipovolemico dovuto a una grave lesione cardiaca, conseguenza dell’incidente stradale, come riporta il referto del medico legale dell’ospedale Mazzini di Teramo, Giuseppe Sciarra; il risultato degli esami tossicologici della vittima saranno invece disponibili tra circa due mesi. Il programmatore originario di San Benedetto e residente ad Acquaviva, era amato e benvoluto da tutti grazie alla sua allegria, alla sua gentilezza e al suo sorriso che non negava mai a nessuno, e che non si spegneva nemmeno quando sotto la pioggia battente attendeva i figli e i nipoti fuori da scuola. 

L’omelia

A officiare la cerimonia d’addio è stato monsignor Vincenzo Catani, che durante l’omelia ha rivolto una preghiera anche il figlio undicenne di Emidio e Cinzia ricoverato al Salesi di Ancona per i traumi riportati nello schianto: «Sta lottando per la vita come un leoncino» La bara era coperta da un cuscino di gerbere rosse e blu, i colori della Sambenedettese, di cui Emidio era grande tifoso. Al termine della cerimonia la figlia Sofia e la moglie Cinzia lo hanno ricordato con parole semplici, cariche di amore. Sofia soprattutto è riuscita a strappare, in un momento così drammatico, un sorriso ai presenti, con la solarità ereditata dal padre: «Mio padre al vostro posto si sarebbe fatto due scatole così, perché dice che sono logorroica. Io non ho intenzione di parlarti all’imperfetto, perché per me ancora sei qui. Ti ritrovo in ogni piccola cosa della mia vita, tu vivi in me, io sono la tua esatta copia come ogni persona che ci conosce mi dice. Se sono così socievole e solare lo devo a te. Dire che mi manchi è poco, non esiste una parola che lo quantifichi».

I ringraziamenti

La moglie Cinzia, tra le lacrime, ringrazia tutti: «Abbiamo in cuore in mille pezzi, ma l’amore e il conforto che sento mi fa stare bene, e ringrazio tutti, perché io non mi sono mai sentita sola. Quando siamo felici e abbiamo tutti non riusciamo a renderci conto di quanto siamo fortunati. La vita per noi ha riservato una delle prove più terribili, ma tu stai tranquillo, perché noi siamo atterrati su un cuscino fatto di amore e di affetto grazie a tutti quelli che ci sono stati vicini». Il feretro è poi uscito dalla chiesa tra gli applausi.




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