vivere insieme ma sentirsi soli

C’è una solitudine che non ha nulla a che fare con l’assenza. È la solitudine che si prova accanto a qualcuno. Seduti sullo stesso divano, nello stesso letto, nella stessa vita. Ed è forse una delle forme più dolorose di isolamento emotivo.
La solitudine affettiva nasce quando la relazione perde profondità. Quando non ci si sente più visti, ascoltati, riconosciuti. Non mancano le persone, manca il contatto autentico. Manca la possibilità di dire “sto male” senza sentirsi di troppo. Manca lo spazio per essere fragili senza paura di deludere.
Viviamo in un’epoca che ha moltiplicato le connessioni, ma impoverito le relazioni. Si comunica molto, si condivide poco. Anche nelle coppie si tende a indossare ruoli: il partner efficiente, il genitore presente, il compagno affidabile. Ma dietro questi ruoli spesso restano emozioni non dette, bisogni non ascoltati.
Molti evitano di esporsi per timore di creare distanza. In realtà è proprio il silenzio emotivo a creare solitudine. Quando non ci sentiamo accolti nella nostra verità, iniziamo a ritirarci. E quel ritiro, col tempo, diventa abitudine.
La solitudine affettiva non è una colpa, ma un segnale. Dice che qualcosa chiede attenzione. Che una relazione ha bisogno di essere riattraversata, ripensata, forse anche ridiscussa. Perché stare insieme non basta: bisogna anche incontrarsi.
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