Vittorio Sgarbi non è solo”: la smentita sulle condizioni del critico d’arte. La figlia: “Situazione pesante
Vittorio Sgarbi è ancora ricoverato al Policlinico Gemelli di Roma a causa di una grave depressione. Le sue condizioni, come rivelato dalla figlia Evelina a “La Volta Buona” da Caterina Balivo, sono “stabili”, ma restano complesse. Il critico d’arte, comunque, “non è solo. Accanto a lui sono sempre presenti Sabrina Colle (la compagna, ndr), i familiari e i suoi assistenti, oltre che il personale sanitario […] in cui lui nutre piena e totale fiducia”. Lo ha riferito in una nota il suo ufficio stampa, che ha smentito le voci in circolazione su un suo presunto isolamento.
“Negli ultimi 20 giorni Sgarbi ha ricevuto la visita non solo di amici di vecchia data, ma anche di illustri personalità pubbliche e istituzionali”, continua il comunicato. In ospedale, come riferito da alcune fonti di Palazzo Madama, è andato a trovarlo anche il presidente del Senato Ignazio La Russa. E non solo. “Gli sono pervenuti (e continuano a giungergli) numerosissimi messaggi di solidarietà, per i quali coglie l’occasione di ringraziare sentitamente tutti, non potendo rispondere immediatamente a ciascuno, cosa che si riserva di fare nelle prossime settimane, quando tornerà alle sue consuete attività”, conclude poi la nota.
Pochi giorni fa, Evelina Sgarbi aveva confessato su Rai1 di non essere più andata a trovare il padre a causa di un “clima pesante”. “Non vedo papà dalla scorsa settimana, non sono più andata perché è una situazione pesante, sia per come sta lui che per tutto l’insieme che c’è intorno. Non dicono apertamente che non sono benvoluta, ma di fatto è così, mi ci fanno sentire. Sono le persone che gli stanno intorno”. Sulle condizioni del politico e critico d’arte, invece, aveva dichiarato: “Ho qualcuno che mi dà notizie, vengo informata, è stabile e lo nutrono artificialmente”. In una precedente ospitata, inoltre, si era detta convinta della necessità che il padre venisse trasferito in una struttura specializzata in disturbi psichiatrici, evidenziando come “la testa vada curata tempestivamente”.
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