Emilia Romagna

“Vittoria del No frutto di mobilitazione dal basso”


Il Comitato della società civile riminese per il no al referendum analizza il voto. “Il risultato emerso dalle urne nella provincia di Rimini in occasione della consultazione referendaria del 22-23 marzo delinea un quadro di maturità democratica che merita un’analisi che trascenda la semplice conta dei voti. Con un’affluenza attestatasi al 64,03%, il territorio riminese si è confermato uno dei motori pulsanti della partecipazione regionale e nazionale”. 

“La vittoria del no con una percentuale provinciale del 52,56% non rappresenta un dato isolato, ma il culmine di una strategia di mobilitazione civile che ha saputo integrare il rigore dell’analisi della “riforma”, con una mobilitazione capillare e l’uso di linguaggi comunicativi e creativi”.

“La campagna per il no in provincia di Rimini si è distinta per un approccio dal basso, caratterizzato da un’indipendenza strategica rispetto a dinamiche politiche e verticistiche tradizionali. La spinta alla nascita del Comitato riminese è stata popolare ed ha solo successivamente intercettato le organizzazioni strutturate sul territorio. I punti di forza che hanno determinato il successo dell’iniziativa possono essere riassunti in più pilastri. Innanzitutto la capacità di tradurre il linguaggio giuridico e tecnico attraverso una molteplicità d’interventi. Uno dei principali ostacoli della “riforma” in oggetto era l’estrema tecnicità dei quesiti. La regia della campagna locale ha operato sostanzialmente una “decodifica” attraverso l’impegno di giuristi ed esperti del settore del Comitato GiustoDireNo e Avvocati per il no, ma anche attraverso l’utilizzo di innumerevoli forme artistiche, dai corti di animazione ideati da Pier Paolo Paolizzi “I dialoghi del Bar Il Simposio” (che hanno totalizzato migliaia di visualizzazioni sui social) alla collaborazione con l’artista Giovanni Aureli, che ha messo a disposizione le sue opere anche in formato digitale per condividere la sua lettura del contesto”. 

“La “riforma” è stata perciò analizzata non come un’astratta modifica procedurale, ma come un intervento con ricadute dirette sulla vita della gente. Ed è proprio alla gente che il Comitato si è rivolto: AperiNo nei bar, CondomiNo nelle case, apprezzatissime slides esplicative (in questo caso ideate da Enzo Paolini) proiettate nelle sale di quartiere, eventi pubblici con ospiti autorevoli quali – solo per citarne alcuni – Benedetta Tobagi, la dottoressa Claudia Desogus della Corte dei Conti, il giudice Piergiorgio Morosini, Marco Tarquinio. La campagna referendaria è stata materialmente portata avanti da una capillare rete di attivisti che man mano ha superato 120 persone che quotidianamente, ognuno come ha potuto, è stata impegnata per il no: a tutte loro va il ringraziamento del Comitato della Società Civile perché non è retorico affermare che senza la rete non ci sarebbe stato alcun risultato”.

“Da ultimo va sottolineato che alla costante e capillare presenza nelle piazze e nei luoghi pubblici e privati, il Comitato parallelamente ha portato avanti una campagna di informazione Internet che in soli due mesi ha registrato dati impressionanti in termini di visualizzazioni e coinvolgimento degli utenti social, sia su Facebook che su Instagram”.


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