VIS per la TAV di Vicenza, Zaramella rilancia dopo l’amianto

VIS per la TAV di Vicenza: dopo il caso amianto, Zaramella richiama prevenzione, controlli e l’ordine del giorno approvato all’unanimità.
La vicenda dell’amianto rinvenuto in due aree dei cantieri dell’alta velocità a Vicenza Ovest riporta al centro del confronto la tutela sanitaria legata alla grande opera. Massimiliano Zaramella, medico, presidente del Consiglio comunale e delegato alla Salute e al Benessere, interviene con un post pubblicato sul proprio profilo Facebook. Il consigliere collega le preoccupazioni emerse in questi giorni alla richiesta di una valutazione sanitaria complessiva e preventiva.
Zaramella distingue tre piani di responsabilità. Alla Procura spetta accertare fatti, eventuali violazioni e responsabilità. Arpav, Spisal e Ulss 8 devono invece garantire controlli, monitoraggi e tutela della salute. Infine, secondo il presidente dell’assemblea, l’amministrazione comunale deve utilizzare tutti gli strumenti disponibili per conoscere, prevenire e ridurre i rischi per la popolazione.
VIS per la TAV di Vicenza, l’aggiornamento sull’ordine del giorno
Il passaggio nuovo riguarda l’iter politico dell’atto. Zaramella afferma che l’ordine del giorno sulla VIS per la TAV di Vicenza, presentato prima che emergesse il caso amianto, è stato approvato all’unanimità dal Consiglio comunale. L’atto chiede a sindaco e giunta di sollecitare RFI affinché predisponga una Valutazione di impatto sanitario autonoma per il terzo lotto funzionale della linea AV/AC Verona-Padova.
Il documento, firmato anche dal consigliere Angelo Tonello, era già stato illustrato da ViPiù nell’articolo dedicato alla proposta di VIS. La dichiarazione di Zaramella aggiorna quindi il quadro: non si tratterebbe più soltanto di una proposta presentata all’aula, ma di un indirizzo approvato dal Consiglio comunale. Resta da seguire la traduzione dell’atto nelle iniziative che l’amministrazione assumerà verso RFI e gli altri enti.
Quanto all’amianto, Zaramella precisa che il suo rinvenimento non dimostra automaticamente un danno alla salute. Gli accertamenti e i monitoraggi dovranno stabilire l’eventuale esposizione e le conseguenze. Il Comune ha intanto emesso due ordinanze per la messa in sicurezza delle aree di viale Verona e via dei Montecchi. La comunicazione ufficiale del Comune di Vicenza riferisce del sequestro dell’area all’angolo tra viale Verona e il cavalcaferrovia di via Ferreto de Ferreti e delle prescrizioni per messa in sicurezza e monitoraggio ambientale.
“La prevenzione viene prima dell’emergenza”, sostiene Zaramella. Il presidente del Consiglio comunale chiede che l’attenzione non si limiti alla fase più visibile della crisi e richiama conoscenza, trasparenza e responsabilità. La VIS richiesta dovrebbe valutare in modo integrato rumore, vibrazioni, qualità dell’aria, terre da scavo, acque di cantiere e possibili interferenze con PFAS, PFBA e falda, coinvolgendo gli organismi sanitari e ambientali competenti.
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