Violenza giovanile, il 60% degli studenti favorevole a metal detector e sanzioni severe per chi porta armi a scuola

Scorrendo i social, accendendo la tv, ascoltando musica o giocando online: per molti adolescenti, la violenza è diventata un elemento ricorrente. E non è qualcosa che scelgono di cercare: li raggiunge comunque, insinuandosi nel loro tempo libero attraverso immagini, suoni e storie che mostrano scontri, armi, prevaricazioni.
Lo indica una recente indagine realizzata da Skuola.net su un campione di 1.500 ragazze e ragazzi tra i 10 e i 25 anni. Secondo i dati, il 64% entra in contatto frequentemente con contenuti aggressivi o disturbanti, e solo una minoranza afferma di non incontrarli quasi mai. Il rischio che questo tipo di rappresentazioni venga percepito come normale è concreto.
Quando l’esposizione continua smorza la percezione del rischio
Non si tratta solo di quantità. Il problema è il modo in cui questi stimoli vengono assimilati. Il 70% degli intervistati ritiene che questa costante esposizione possa alimentare atteggiamenti violenti o favorire una certa assuefazione, rendendo più debole il confine tra realtà e rappresentazione.
Per alcuni, il legame è diretto: il 17% considera i media una causa determinante dell’aggressività giovanile. Un altro 53% li giudica comunque un fattore rilevante. Solo una parte minoritaria del campione, pari al 30%, esclude collegamenti tra consumo mediatico e comportamenti pericolosi.
Semplificare non aiuta
Parlare di violenza tra i giovani ricorrendo a etichette come “maranza” – termine usato spesso per indicare certi atteggiamenti di sfida o appartenenza a contesti marginali – rischia di nascondere un fenomeno più ampio. La questione non riguarda un singolo gruppo, ma una fascia generazionale che vive immersa in un clima comunicativo segnato da parole dure, gesti estremi, logiche di sopraffazione.
La scuola come spazio da proteggere
La richiesta di maggiore sicurezza dentro gli istituti scolastici si fa più insistente. Subito dopo l’episodio avvenuto a La Spezia – in cui un ragazzo ha perso la vita per mano di un compagno – Skuola.net ha lanciato un sondaggio rapido coinvolgendo oltre 500 studenti.
Il 60% di loro si è detto favorevole a un inasprimento delle misure di controllo. Tra le proposte appoggiate, anche l’introduzione di metal detector negli istituti più esposti e sanzioni restrittive per chi porta oggetti pericolosi a scuola, compresa la sospensione di documenti come patente o passaporto.
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