Ambiente

Vino, scienza e diritto per gestire clima, costi e mercati – Vino

 – Saper gestire la fragilità che colpisce il settore vitivinicolo su tre fronti, biologico, strutturale ed economico. Non si tratta più solo di affrontare il clima che cambia, ma di governare un’instabilità dei costi e dei mercati che richiede una risposta corale tra scienza e giurisprudenza. E’ il tema affrontato in un incontro ospitato presso la sede del Crea, con il patrocinio del Masaf; tra i giuristi dell’Ugivi, Unione giuristi della vite e del vino ed esperti di Ismea e della ricerca scientifica.

    L’agricoltura di precisione e le Nuove Tecniche Genomiche (Tea) non sono più una scelta opzionale, ma l’unico strumento per preservare la salute del suolo e garantire la sopravvivenza dei vigneti di fronte a variabili climatiche. Tuttavia, la tecnica da sola non basta: il diritto deve fungere da scudo. La sfida principale discussa dai giuristi è il passaggio dalla viticoltura “di tradizione” a quella “di precisione”, un processo che impone una revisione profonda dei disciplinari di produzione. Questo cambiamento deve essere sostenibile anche per i piccoli produttori, affinché non restino schiacciati dai costi della transizione.

    Punto focale dell’incontro è l’analisi del Regolamento Ue 471/2026, il nuovo Pacchetto Vino entro cui si muove la Pac per armonizzare le esigenze di sostenibilità ambientale con la necessaria libertà d’impresa e la competitività sui mercati globali, evitando che la burocrazia soffochi l’eccellenza. Infine, il dibattito si è spostato sulla protezione internazionale delle Indicazioni Geografiche.

   In mercati come India e Mercosur, la tutela legale diventa un asset geopolitico fondamentale; solo un apparato normativo solido può garantire che l’innovazione italiana venga riconosciuta e protetta contro il contenzioso e le barriere estere.
   

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