Vino, nei fondi anti crisi della Ue più flessibilità e semplificazioni
Forte semplificazione delle regole sull’etichettatura dei vini, flessibilità nell’utilizzo dei fondi comunitari per misure di competitività come la promozione all’estero o la ristrutturazione dei vigneti. Introduzione dell’enoturismo, in forte crescita in Italia, tra le attività finanziabili con fondi Ue. Ma restano alcuni dubbi sull’inquadramento normativo dei nuovi vini dealcolati.
Sono queste, in sintesi, le novità introdotte dal “Pacchetto Vino” sul quale la scorsa settimana è stato raggiunto l’accordo nel Trilogo tra Commissione europea, Consiglio Ue ed Europarlamento. Dall’Europa è giunta così, e per una volta, una risposta tempestiva alle richieste dei produttori europei di vino alle prese con una difficile fase di mercato tra trend dei consumi in discesa e dazi introdotti dagli Usa.
Via libera all’etichetta digitale
È stato compiuto un deciso passo avanti sulla cosiddetta “etichetta digitale”. Dopo anni di dibattiti tra i Paesi membri sull’opportunità o meno di indicare in etichetta ingredienti e informazioni nutrizionali, finalmente si è deciso di puntare su un pittogramma (probabilmente sarà scelta la lettera “i” ma è ancora da definire) e sul Qr code rinviando il consumatore alla consultazione digitale ed evitando così, per le etichette dei vini un pericoloso “effetto bugiardino”. In questo modo infatti si evita anche di dover tradurre le informazioni in etichetta in lingue diverse. Le nuove norme varranno tanto per i vini commercializzati nel mercato comunitario quanto per quelli esportati extra Ue.
Contributi più modulabili
Altra misura di grande importanza per le imprese riguarda la flessibilità e la maggiore intensità dei contributi introdotta dal pacchetto vino sulle misure di sostegno al settore finanziabili con fondi comunitari. Va ricordato che l’Italia riceve in media ogni anno, nell’ambito dell’Ocm vino, circa 300 milioni di euro per cofinanziare misure come la promozione del vino sui mercati, la ristrutturazione dei vigneti, gli investimenti tecnologici in cantina.
Finora il cofinanziamento comunitario copriva fino al 50% dell’investimento. Questa percentuale salirà ora al 60% ma potrà arrivare fino all’80% nel caso in cui le misure (come la ristrutturazione dei vigneti o gli investimenti in cantina) favoriscano l’adattamento dell’azienda ai cambiamenti climatici.
Source link




