Vigilia Immacolata, il menù dei baresi: dal pesce ai panzerotti
L’arrivo del giorno dell’Immacolata Concezione, che si celebra l’8 dicembre, apre ufficialmente le festività natalizie. E dal giorno della vigilia – oggi, 7 dicembre – come in ogni buona festa che si rispetti, si aprono le danze per il primo menù festivo del mese di dicembre. La vigilia dell’Immacolata ha una tradizione molto antica, che risale all’Ottocento: nei tempi passati, una forte usanza era quella di digiunare sino alla sera, momento in cui ci si sedeva davanti alla tavola imbandita per trascorrere molto tempo insieme alla propria famiglia, celebrando al meglio la festività.
La tradizione barese vuole che alla vigilia dell’Immacolata si mangi pesce: spaghetti col sugo del tonno, dell’anguilla o di altro pesce fresco, sono da sempre un marchio di fabbrica per la tavola dei baresi. Anguilla (o capitone) al sugo o arrosto, cotta con foglie d’alloro e limone, sono il secondo che completa il tradizionale menù. Primi e secondi piatti della tradizione marinara che un tempo erano immancabili nel menù barese della vigilia dell’Immacolata.
Negli ultimi anni, però, per la sera del 7 dicembre si è fatto avanti un altro pilastro culinario di stampo barese: i panzerotti. Classico, alle rape e alla ricotta forte diventano per alcuni il piatto principale della serata, da accompagnare con rape stufate in aglio e peperoncino. C’è, dunque, chi ha sostituito il primo marinaro con i panzerotti, mentre i più attaccati alle origini della tradizione continuano a gustare il pesce, il quale padroneggia sulle tavole dei baresi.
Non mancano gli antipasti, con il classico crudo di mare e i famosi “sopatàuue” (sopratavola), ossia ortaggi crudi (cicorie, ravanelli, finocchi) che “puliscono” lo stomaco tra una sostanziosa pietanza e l’altra. Mio nonno ricorda che l’anguilla non poteva e non deve mancare alla vigilia”, dice un cittadino. “Tagliatelle fatte in casa, con sugo di cicale, calamari e baccalà fritto”, gli fa eco un altro. “Io panzerotti, ma in pochi ormai restano vicini a queste tradizioni”, ribatte una signora.
Poi c’è anche chi sceglie di andare al ristorante, così come accade negli altri giorni delle festività natalizie, scegliendo tra le numerose proposte offerte. I tempi oggi sono un po’ cambiati rispetto al passato, quando le festività erano una rigorosa occasione per passare del buon tempo insieme ai propri famigliari, nel calore di una casa e davanti a una ricca tavola imbandita, tra tante chiacchiere in famiglia, nel segno di una vera e sentita tradizione.



