Vigilia di Sampdoria – Carrarese, Gregucci: “Noi sempre all’inferno, cercheremo di sbagliare il meno possibile”

Genova. Vigilia di Sampdoria – Carrarese e Angelo Gregucci nella conferenza stampa pre-gara esterna come sempre con schiettezza la situazione della sua squadra: “È stata una buona settimana, stiamo anche un po’ meglio, stiamo recuperando giocatori importanti, abbiamo consapevolezza di una partita dura, tosta, ma abbiamo preparato la settimana con scrupolo per poter lottare e fare una prestazione importante”. Il mister però è anche consapevole: “Alibi non possiamo averli. Noi dovremmo stare sotto a lottare ogni domenica come se fosse l’ultima. Basta che guardi la classifica e ti rendi conto il perché”.
E appunto ogni match, vista la classifica, è fondamentale per tirarsi fuori dalle sabbie mobili e Gregucci insiste sulla mentalità, aspetto ancora non così ben formato in tutta la squadra, anche se è ottimista: “Per noi tutte le partite sono importanti e vanno affrontate con una mentalità nuova, con coraggio, con più fiducia, perché devi portare tante cose dalla tua parte e devi avere una predisposizione. Qualsiasi cosa succede in campo devi essere lucido per leggere le situazioni e secondo me la squadra sta lentamente migliorando, ma quando sei sempre prigioniero del risultato ci potrebbe essere più pressione. La squadra penso stia facendo dei passi avanti anche sotto il profilo della maturità, però ho sempre detto che noi siamo sempre all’inferno e quindi dovremmo cercare di sbagliare il meno possibile”.
In situazioni come questa alla fine non conta il modulo, la difesa a tre o a quattro per il mister: “Io penso che la differenza la faccia la qualità dei giocatori. La nostra visione di calcio è mettere in campo i giocatori migliori, non preferire un modulo. Secondo me un modulo viene in aspetti secondari. Come ci scaglioniamo in campo, come difendiamo, dobbiamo difendere tutti, come attacchiamo, dobbiamo attaccare tutti. Io al posto del modulo parlerei di leggere durante la settimana quali sono le migliori gambe suffragati dalla testa, cioè testa, piedi, gambe, qualità che secondo me in questo momento sono prioritarie, non penso sia il modulo, ma ne son convinto. È la ricerca dei migliori giocatori”.
Quello che manca alla Sampdoria è il gol. La squadra crea poche occasioni pericolose, anche se nelle ultime partite sta migliorando: “Penso sia arrivato il momento anche di andare a finalizzare. Quando andiamo a riempire l’area avversaria dovremmo essere un po’ più determinati. È vero che conta con chi, ma poi è anche vero che è come tu vai all’approccio per far gol. Quindi dovremmo essere più determinati lì perché è un parametro evidente che se creano opportunità si fa fatica a far gol. Dovremo, quando parlavo di lucidità parlavo di questo, però essere lucidi, ma essere determinati quando entriamo negli ultimi 16 metri avversari per invadere con più forza”.
Chiaramente il problema è anche la mancanza di attaccanti: “In questo momento abbiamo una sola punta in cima, una prima punta, abbiamo giocatori intorno con qualità, dovremo scaglionarci bene in campo e cercare di metterla poi ‘sta qualità nelle giocate. Abbiamo cercato in questa settimana di lavorare sotto questi aspetti, cercare di avere una manovra che sia insidiosa o che abbia il sentore di pericolosità e tramutarla in pericolosità con la qualità di giocatori che noi abbiamo, perché poi alla fine noi possiamo raccontare tutte le le favole, ma negli ultimi 20 metri c’è il calcio, per chi per chi deve difendere la sua porta e per chi la deve attaccare. Negli ultimi 20 metri secondo me la qualità dei giocatori è determinante“.
La situazione, per Gregucci, obbliga i giocatori della Sampdoria a essere lucidi, determinati, a sbagliar poco, “ad avere comportamenti corretti, a non regalare nessun cartellino giallo, a essere veramente certosini in tutto quello che facciamo, dove mettiamo i piedi, la situazione da leggere. Penso comunque che la squadra abbia lavorato bene sotto il profilo atletico, perché nel campionato di Serie B c’è una componente che non dico lo domina, ma è un aspetto importante: è la condizione atletica. Abbiamo consapevolezza di trovare un avversario che in condizione atletica in aggressione, in fisicità è sempre stato molto competitivo con tutti. Abbiamo consapevolezza anche di questo”.
Uno dei punti su cui Gregucci e il suo team hanno lavorato, sembra essere proprio la debolezza sui calci da fermo: “Abbiamo preso tanti gol su piazzato, come si può riparare od ovviare al pericolo? Avendo molta più concentrazione, essendo molto scrupolosi sulla marcatura. Ormai il calcio moderno ti insegna che tante partite sono determinate dal calcio piazzato e nella seduta di oggi abbiamo speso quasi metà del tempo a disposizione per i piazzati sia a favore sia contro. Quindi è un parametro dove noi dovremmo avere attenzione. Poi ci sono i giocatori in campo e quindi nel marcare con determinazione marcando puliti, perché vedo le magliette in Serie B, ma anche in Serie A ci sono rigori dati o non dati, quindi bisogna essere veramente attenti. Io penserei di regalare quanto meno possibile all’avversario e quindi abbiamo lavorato, ma non è per scrupolo professionale, perché ci serve in questo momento migliorare questo parametro”.
Tra i giocatori che possono dare qualità c’è Barak, ma sinora non è mai stato determinante: “Lui può dare un apporto importante per la qualità che ha. È uno è uno di quei giocatori quando parlavo degli ultimi 20 metri di qualità che può aiutare questa squadra son convinto, soprattutto quando la partita è spaccata o quando la partita sta scemando nei suoi livelli atletici più cruenti, perché poi alla fine bisogna rimanere molto lucidi e nella lucidità chi c’ha più qualità può far differenza”.
Parlando di altri singoli, Pedrola sta cercando di riprendersi. “Vedo però che il ragazzo vuole vuole dare la sua disponibilità e noi lo abbracciamo perché abbiamo bisogno del miglior Pedrola. Penso che le qualità lui le abbia. Adesso deve mettersi a posto, raggiungere una condizione atletica migliore se non ottimale e sperare perché lui io vedo è predisposto, vuole dare. Però nella lucidità che parlavo anche lui non può entrare, poi uscire, allenarsi, non allenarsi perché secondo me a singhiozzo non si va avanti“.
Presto Abildgaard tornerà a pieno servizio: “Lui è un ragazzo che viene da un infortunio un po’ più importante degli altri. Questa è la prima settimana che si allena con la squadra con qualche attenzione, anzi con più di qualche attenzione, ma provo a osare a sbilanciarmi: il recupero completo è alle porte, quindi non è difficilissimo vederlo la prossima partita se continuerà ad avere questa progressione perché ha avuto un infortunio importante, essendo poi un uomo di combattimento; il suo calcio e la sua partita è fatta di contatto, quindi fin quando non starà bene… ma è un giocatore su su cui noi puntiamo tantissimo”.
Anche Ricci in questa settimana si è allenato con continuità, così come Alex Ferrari: “Stiamo recuperando i ranghi, li stiamo riserrando. Adesso bisogna vedere l’efficienza, bisogna vedere l’affidabilità, bisogna vedere il minutaggio, bisogna vedere un po’ di parametri, ma già che son disponibili ad averli sti problemi è sempre meglio che non averli”.
Chi può dare una mano è anche Pafundi, ma Gregucci è anche realista: “Un 2006 che sicuramente nella sua carriera che farà, e mi auguro per lui che sarà molto lustre per le sue qualità calcistiche, deve aspettare l’avversario che gli arriva molto forte addosso, quindi se vorrà fare una carriera lunga dovrà necessariamente avere un processo di maturazione. Lui è un giocatore di qualità, subirà pressioni forti e contrasti duri. Si vede da lì anche un ragazzo con qualità se può fare uno step di altissimo livello o se rimanere a livello più basso. Quindi il ragazzo è ancora giovane, giovanissimo. Adesso anche per lui gli aspetta una progressione per decidere cosa vuole fare. Ha le qualità per fare calcio importantissimo. Il suo percorso però a oggi non ha numeri importantissimi, ma ha premesse importantissime. Aiuteremo il ragazzo a cercare di salire di livello perché stiamo parlando del talento”.




