Vigilanza in Regione Piemonte, sciopero il 19 gennaio
TORINO – Dopo l’apertura dello stato di agitazione lo scorso 22 dicembre, nessuna risposta è arrivata né dalle aziende coinvolte né dall’ente committente. Per questo motivo le Guardie Particolari Giurate impiegate nei servizi di vigilanza delle sedi della Regione Piemonte incroceranno le braccia per l’intera giornata di lunedì 19 gennaio 2026.
A proclamarlo è la Segreteria territoriale di Torino di Cisal Terziario, che denuncia il totale immobilismo di Sicuritalia, Cosmopol e della Regione Piemonte, accusati di non aver attivato le procedure di raffreddamento e conciliazione previste dalla Legge 146/90 nonostante la gravità delle problematiche segnalate.
“Questo atteggiamento di chiusura rende impossibile ogni componimento bonario e arreca un grave pregiudizio ai diritti dei lavoratori”, afferma il sindacato, che conferma lo sciopero generale di tutte le Guardie Giurate coinvolte nell’appalto regionale, dalle ore 00:00 alle 23:59 del 19 gennaio.
Le criticità del cambio appalto
Al centro della vertenza ci sono le gravi irregolarità riscontrate nel passaggio di appalto tra la ditta uscente Cosmopol S.p.A. e la subentrante Sicuritalia S.p.A.. Secondo quanto denunciato da Cisal Terziario, il cambio di gestione avrebbe prodotto una serie di effetti pesantissimi sulle condizioni economiche e contrattuali dei lavoratori.
In particolare, il sindacato segnala il mancato pagamento del cosiddetto “fermo tecnico”: le guardie giurate sarebbero state sospese forzatamente dal servizio dal 1° al 23 dicembre 2025 a causa di ritardi burocratici non imputabili ai dipendenti, senza tuttavia ricevere la retribuzione dovuta.
A questo si aggiungono debiti retributivi rilevanti, tra cui l’omesso versamento del TFR e della tredicesima mensilità da parte di Cosmopol, oltre all’introduzione di clausole contrattuali definite vessatorie, come l’assegnazione di sedi di lavoro generiche (“Provincia di Torino”) e la sospensione dello stipendio in attesa del rilascio di titoli amministrativi. Clausole che, secondo il sindacato, trasferirebbero illegittimamente il rischio d’impresa sui lavoratori.
Non mancano infine segnalazioni di violazioni gravi, tra cui la presunta diffusione impropria di dati sensibili dei dipendenti.
La richiesta alla Regione e l’ombra del Tribunale
Di fronte a questo quadro, Cisal Terziario ha presentato un’istanza formale per la sottoscrizione di un Accordo Integrativo Aziendale e ha chiesto alla Regione Piemonte un intervento diretto, invocando l’attivazione del Potere Sostitutivo previsto dall’articolo 11 del D.Lgs. 36/2023. L’obiettivo è consentire all’ente pubblico di pagare direttamente i lavoratori, recuperando poi le somme dagli appaltatori inadempienti.
Secondo il sindacato, l’arrivo dei revisori dei conti presso la Regione nelle ultime ore confermerebbe la fondatezza delle preoccupazioni sollevate. Se entro cinque giorni lavorativi non verrà convocato un tavolo sindacale risolutivo, la mobilitazione non si fermerà allo sciopero.
Presidio in piazza Piemonte
Durante la mattinata del 19 gennaio è previsto anche un presidio di protesta in Piazza Piemonte 1, a Torino, davanti alla sede della Regione. Una mobilitazione che punta a richiamare l’attenzione pubblica e istituzionale su una vertenza che, avverte Cisal Terziario, potrebbe presto spostarsi nelle aule del Tribunale del Lavoro.
“La Regione non può sottrarsi alle proprie responsabilità come committente e responsabile in solido”, ribadisce il sindacato. Il 19 gennaio, dunque, la vigilanza si ferma. E con essa, si accende un nuovo fronte di conflitto sul terreno degli appalti pubblici e dei diritti dei lavoratori.
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