Veneto

Vigilante muore durante un turno di notte nel cantiere olimpico di Cortina, doveva sorvegliare al gelo

Morte sul lavoro nel cantiere delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026. È accaduto nella notte tra il 7 e l’8 gennaio a Cortina d’Ampezzo, dove un uomo di 55 anni ha perso la vita mentre svolgeva un turno di vigilanza all’interno dell’area dello Stadio Olimpico del ghiaccio, una delle strutture simbolo dei Giochi invernali. La vittima è Pietro Zantonini, originario di Brindisi, dipendente di una società di sicurezza privata con sede a Milano, impegnata nel servizio di sorveglianza del cantiere attraverso una catena di subappalti legata alle opere olimpiche.

Zantonini si trovava a Cortina da alcuni mesi, con un contratto a termine più volte prorogato. In passato aveva lavorato come steward in diversi impianti sportivi, mentre negli ultimi tempi era stato assegnato alla vigilanza della rinnovata struttura che ospiterà le gare di curling durante le Olimpiadi del 2026. La sera del 7 gennaio aveva preso servizio alle 19 per un turno notturno che si sarebbe dovuto concludere alle 7 del mattino successivo. Le condizioni meteorologiche erano particolarmente rigide: durante la notte, sotto le Tofane, le temperature sono scese fino a circa -16 gradi sotto lo zero.

Secondo la prima ricostruzione effettuata dai carabinieri della Compagnia di Cortina, l’uomo era alloggiato in un container di piccole dimensioni, utilizzato come postazione di guardia, riscaldato esclusivamente da una stufetta elettrica. Nel corso della notte, intorno all’1.51, Zantonini si è improvvisamente sentito male. Ha contattato telefonicamente un collega, segnalando difficoltà respiratorie. La chiamata ha dato avvio alla richiesta di soccorso e all’attivazione della centrale operativa del Suem 118 di Pieve di Cadore.

I soccorsi sono arrivati dal vicino ospedale Codivilla Putti. L’ambulanza ha raggiunto il parcheggio dello stadio dopo circa un quarto d’ora, seguita da una pattuglia dei carabinieri. All’arrivo dei sanitari, il vigilante era ancora in vita ma in condizioni gravissime. I tentativi di rianimazione si sono protratti per alcuni minuti, senza però ottenere risultati. Poco dopo è stato constatato il decesso e la salma è stata coperta in attesa delle disposizioni dell’autorità giudiziaria. Si tratta del primo decesso sul lavoro collegato ai cantieri delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026.

La notizia è stata comunicata ai familiari nel corso della stessa notte. I parenti si sono messi immediatamente in viaggio per raggiungere Cortina e, una volta arrivati, hanno deciso di presentare un esposto formale ai carabinieri e alla Procura della Repubblica di Belluno, assistiti da un legale. L’obiettivo è chiarire le cause della morte e verificare se esista un collegamento tra il decesso e le condizioni di lavoro, in particolare per quanto riguarda la durata dei turni, l’esposizione al freddo e le misure di tutela adottate.

Secondo quanto riferito dalla famiglia, l’uomo aveva manifestato in più occasioni preoccupazioni legate ai turni notturni prolungati e alle condizioni ambientali in cui era chiamato a operare, soprattutto in vista dell’intensificarsi delle attività connesse ai Giochi olimpici. I familiari chiedono che l’episodio non venga considerato come un evento isolato o inevitabile, ma che venga approfondito nell’ambito delle verifiche sulla sicurezza nei cantieri dei grandi eventi.

La Procura di Belluno ha disposto il sequestro della salma e il trasferimento presso l’obitorio dell’ospedale San Martino di Belluno. L’autopsia sarà eseguita nei prossimi giorni da un medico legale incaricato dal pubblico ministero, che dovrà accertare le cause esatte del decesso ed eventuali responsabilità, compresi possibili ritardi nei soccorsi. Anche la famiglia potrà nominare un proprio consulente tecnico di parte. I primi risultati dell’esame autoptico potrebbero fornire indicazioni preliminari già nelle prossime settimane, mentre per le conclusioni definitive saranno necessari alcuni mesi. Nel frattempo è stata effettuata anche un’ispezione da parte del Servizio per la prevenzione e la sicurezza negli ambienti di lavoro.

La morte del vigilante ha suscitato reazioni a livello locale e nazionale. Le istituzioni coinvolte nelle opere olimpiche hanno espresso cordoglio e vicinanza alla famiglia, precisando al contempo i rispettivi ambiti di competenza e la necessità di attendere gli esiti delle indagini. Anche il governo ha chiesto approfondimenti sull’accaduto, con particolare attenzione al contratto di lavoro e alle mansioni svolte dall’uomo, ribadendo la centralità della sicurezza sul lavoro rispetto a qualsiasi esigenza di rapidità nella realizzazione delle opere.

I sindacati hanno richiamato l’attenzione sulle condizioni di lavoro nel settore della vigilanza privata, sottolineando il tema delle turnazioni notturne e dell’esposizione a condizioni ambientali estreme. Secondo le organizzazioni sindacali, la magistratura dovrà valutare anche eventuali segnalazioni pregresse e il rispetto delle norme di tutela della salute dei lavoratori impiegati nei cantieri olimpici.

Una volta completati gli accertamenti medico-legali e acquisito il verbale dell’autopsia, il pubblico ministero potrà concedere il nulla osta alla sepoltura. La salma di Pietro Zantonini dovrebbe quindi rientrare in Puglia, dove l’uomo potrà essere sepolto. L’inchiesta giudiziaria proseguirà per chiarire se la morte sia riconducibile a cause naturali o se vi sia un nesso con le condizioni di lavoro in cui il vigilante operava.

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Titolo: Muore durante un turno di vigilanza nel cantiere olimpico di Cortina: indagini in corso
Meta description: Un vigilante di 55 anni è morto nella notte dell’8 gennaio mentre lavorava nel cantiere dello Stadio Olimpico di Cortina. Disposta l’autopsia per chiarire le cause del decesso e le condizioni di lavoro.
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