Calabria

Vibo Valentia, eliminato il bosco di eucalipti secolari della Marina. Italia Nostra: chi è il responsabile?

Laddove un tempo sorgeva un viale maestoso, oggi restano solo ceppi tagliati e le solite, ingombranti montagne di spazzatura. È la denuncia amara che arriva dalla sezione di Vibo Valentia di Italia Nostra che accende i riflettori su uno scempio ambientale consumatosi sulla strada che collega Vibo Marina a Bivona, proprio davanti all’ex cementificio.

Un patrimonio verde cancellato in pochi giorni

Fino a poco tempo fa, l’area era caratterizzata da un bosco di eucalipti secolari, giganti verdi alti fino a 30 metri che, per dimensioni e storia, avrebbero potuto ambire al titolo di “alberi monumentali”. Un ecosistema prezioso situato in una zona doppiamente protetta: sia per la vicinanza a un corso d’acqua, sia per il vincolo paesaggistico che tutela i territori entro i 300 metri dal mare.

Oggi di quel bosco non rimane quasi nulla. Oltre quindici esemplari sono stati abbattuti, lasciando sul terreno solo due alberi di modeste dimensioni. Una “operazione distruttiva”, come la definisce l’associazione, che ha privato il territorio di un polmone verde e di uno scudo naturale contro la calura estiva.

Il paradosso: gli alberi cadono, la spazzatura resta

Il dettaglio che rende la vicenda ancora più grottesca riguarda la gestione del degrado urbano. Durante l’ultima estate, Comune e Provincia avevano dato vita a un acceso dibattito sulle competenze per la rimozione dei rifiuti accumulati dai soliti incivili lungo la carreggiata. Nonostante gli annunci di protocolli e accordi raggiunti tra luglio e agosto, la realtà odierna racconta una storia diversa.

“Quell’accordo è rimasto sulla carta”, denuncia Italia Nostra. Mentre le motoseghe sono state implacabili con gli alberi, nessuno ha toccato i cumuli di rifiuti. Il risultato? La prossima estate turisti e residenti non avranno più l’ombra degli eucalipti a confortarli, ma avranno una visuale ancora più nitida e desolante sulla discarica a cielo aperto.

Giallo sulle autorizzazioni: l’appello alla Procura

Chi ha ordinato il taglio? È questa la domanda che l’avvocato Alessandro Caruso Frezza, presidente facente funzioni di Italia Nostra Vibo, pone con forza alle istituzioni. Al momento regna l’incertezza: non è chiaro se la mano sia stata pubblica (Comune o Provincia) o di un privato, né se esista un nulla-osta della Soprintendenza competente.

L’associazione chiede ora massima trasparenza:

Chiarezza amministrativa: Si sollecitano Comune, Provincia e Soprintendenza a rendere pubblici gli atti che hanno portato all’abbattimento.
Intervento giudiziario: Italia Nostra auspica un intervento della Procura di Vibo Valentia per accertare eventuali reati ambientali e verificare la legittimità di un intervento che sembra aver calpestato i valori naturalistici della “Costa degli Dei”.


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