Viaggio nella Francofonia, così alla Gramsci-Pascoli di Noicattaro il francese “apre le porte del mondo”
Un’esperienza culturale d’eccezione per gli studenti e le studentesse dell’Istituto Comprensivo “Gramsci-Pascoli” di Noicattaro che oggi hanno partecipato al seminario intitolato “Un viaggio nella Francofonia”, appuntamento inserito nel percorso di Orientamento (UDA) per guidare i ragazzi verso una consapevolezza multiculturale.
L’incontro ha visto l’intervento della dirigente scolastica Mary Divella che ha ribadito come la scuola debba costituire un ponte verso nuovi orizzonti, capace di stimolare il confronto e la maturazione personale degli alunni. Al suo fianco, la presidente del Consiglio d’Istituto Maria Losito e la professoressa Camilla Sozio. Ma a guidare gli studenti in questa esplorazione sono stati due accademici di rilievo: Celeste Boccuzzi e Giovanni Dotoli. Quest’ultimo, figura di prestigio internazionale – professore emerito dell’Università di Bari, docente alla Sorbona e insignito della Legione d’Onore – ha saputo trasmettere con grande umiltà e passione la ricchezza del patrimonio francese, esortando i giovani studenti “a non smettere di sognare. Perché se è vero che le scienze sono indispensabili al progresso e alla comprensione della realtà – ha detto Dotoli – è altrettanto vero che l’uomo non può fare a meno dello slancio dell’anima. Uno slancio che non si misura con formule o algoritmi, ma che trova il suo spazio più alto nella poesia, nella letteratura, nell’immaginazione”. Sulla stessa lunghezza d’onda anche la professoressa Boccuzzi. “Il mio messaggio ai ragazzi vuole essere un invito allo studio, in particolare delle lingue straniere e del francese, strumenti fondamentali non solo per acquisire competenze ma per sviluppare, in un’epoca in cui si parla sempre più di “mondializzazione” un’apertura mentale strategica e autentica, capace di spalancare le porte del mondo”.
Utilizzando le metafore del celebre romanzo il Piccolo Principe, capolavoro di Antoine de Saint-Exupéry, i relatori hanno spiegato come la lingua francese non sia solo un insieme di regole grammaticali, ma un’anima collettiva che unisce milioni di persone in tutto il globo. Agli studenti è stato così dimostrato come la letteratura può diventare uno strumento vivo di orientamento, capace di parlare al cuore dei giovani e di mostrare loro quanto sia vasto e interconnesso il mondo che li aspetta.





