Viaggiare di notte o di giorno? Quanto incide la scelta su consumi e costi

Molte persone, quando si avvicina il momento di caricare i bagagli in auto e partire, si ritrovano a discutere sullo stesso dilemma: meglio mettersi al volante di notte oppure affrontare l’asfalto sotto la luce del sole? Spesso la decisione viene presa basandosi su preferenze personali o sul desiderio di vedere il paesaggio scorrere dal finestrino. C’è chi pensa che partire alle tre di notte sia l’unica via per viaggiare bene e chi, al contrario, non rinuncerebbe mai a un viaggio comodo dopo una ricca colazione.
Le abitudini in questione sembrano dettate solo dal comfort o dall’orologio biologico, ma in realtà integrano una serie di differenze oggettive che riguardano anche il budget a disposizione. La scelta dell’orario di partenza, infatti, determina in modo diretto quanto carburante verrà richiesto al veicolo e, di conseguenza, quanto costerà lo spostamento.
Come pianificare correttamente le spese di viaggio
Un automobilista attento cerca sempre di prevedere le spese per evitare brutte sorprese. In una fase preliminare, ci sono alcuni strumenti digitali che vengono in soccorso per poter contare su dati concreti. Si rivela estremamente utile, ad esempio, l’uso di un calcolatore del pedaggio, uno strumento pensato per chi vuole avere un’idea molto chiara delle uscite.
Nel calcolatore del pedaggio proposto sul sito del magazine di Telepass, Moveo, basta inserire semplicemente il punto in cui si intende entrare in autostrada e quello del casello di uscita. Si indica poi il tipo di mezzo utilizzato e in pochi istanti il sistema elabora una stima del costo del pedaggio. Oltre a questa spesa, viene fornita una stima del costo del carburante necessario, che si basa su parametri medi di un’auto a benzina, insieme alla distanza esatta in chilometri e al tempo che si impiegherà presumibilmente per arrivare a destinazione.
Il peso del traffico sui consumi del motore
La scelta di viaggiare nelle ore diurne, specialmente durante i fine settimana, significa quasi certamente accettare la presenza in strada di tantissimi altri veicoli. La densità del traffico è una fonte di stress psicologico per chi guida e agisce anche sul dispendio energetico per il motore.
In una situazione di congestione, l’andatura non è mai costante: si alternano continuamente brusche frenate e ripartenze, che costringono il propulsore a lavorare sotto sforzo per spostare la massa del veicolo da ferma. Ogni volta che si tocca il freno, l’energia cinetica accumulata viene dissipata in calore e, per riprendere velocità, serve nuovo carburante.
Di notte, la situazione può essere diversa. Le autostrade deserte permettono di mantenere una velocità costante per lunghi tratti. Un motore che gira a un regime stabile, senza dover gestire continui cambi di marcia o accelerazioni improvvise, opera nel suo punto di massima efficienza. In questo modo, mantenendo, ad esempio, i 110 chilometri orari, si riduce la richiesta di benzina rispetto a un tragitto diurno frammentato da code e rallentamenti.
La gestione termica e l’uso del climatizzatore
Un altro elemento che distingue il viaggio diurno da quello notturno è la temperatura esterna e, di conseguenza, l’uso degli impianti di climatizzazione. Viaggiare sotto il sole a picco, magari con temperature che superano i trenta gradi, rende l’accensione dell’aria condizionata una necessità.
Il compressore del climatizzatore, per raffreddare l’abitacolo, assorbe potenza direttamente dal motore, incidendo sui consumi in una percentuale che può variare notevolmente a seconda del modello dell’auto e dell’intensità del raffreddamento richiesto.
Spostandosi durante le ore notturne, l’aria più fresca consente spesso di tenere l’impianto al minimo o spento, sfruttando la semplice ventilazione. Anche se viaggiare con i finestrini abbassati ad alta velocità è sconsigliato per via del peggioramento aerodinamico che frena l’auto, l’assenza dell’irraggiamento solare permette di ridurre il lavoro richiesto al sistema di raffreddamento. Quindi, grazie ad una minore energia spesa per combattere il calore, ci sarà una maggiore quantità di energia disponibile per muovere le ruote, con un risparmio netto al distributore di carburante.




