via libera all’ex Scalera e agli ampliamenti di 11 hotel
Il Consiglio comunale di Venezia ha approvato una serie di provvedimenti urbanistici e ricettivi che, nel loro complesso, porteranno all’autorizzazione di oltre 70 nuove camere d’albergo in città. Le decisioni, discusse e contestate negli ultimi mesi, sono state adottate nel corso di una seduta particolarmente partecipata e segnata da proteste di cittadini, associazioni e comitati. I due atti principali riguardano la riqualificazione dell’area ex Scalera-Trevisan alla Giudecca e l’approvazione di ampliamenti e riconversioni per undici strutture alberghiere nel centro storico.
Entrambi i provvedimenti avevano già ricevuto nei mesi precedenti il parere contrario, non vincolante, della Municipalità di Venezia-Murano-Burano. Nonostante ciò, la maggioranza ha scelto di portare comunque i testi all’approvazione del Consiglio.
Il primo e più rilevante intervento riguarda l’adozione del Piano Urbanistico Attuativo per la riqualificazione delle aree Trevisan–Scalera alla Giudecca, un comparto urbano in stato di abbandono da diversi decenni. L’area, già oggetto di pianificazione negli anni Novanta, era rimasta in gran parte incompiuta a seguito del fallimento della società che avrebbe dovuto realizzare le opere previste. In quel contesto, era stato portato a termine soltanto l’hotel Molino Stucky, mentre le porzioni destinate a residenza e funzioni produttive erano rimaste inutilizzate.
Nel 2024 la proprietà dell’hotel Molino Stucky ha acquisito all’asta l’intero compendio, presentando una nuova proposta di riqualificazione che aggiorna e amplia le previsioni del precedente piano particolareggiato. Il nuovo Pua si propone di recuperare due aree dismesse attraverso un mix di funzioni residenziali, ricettive e spazi pubblici, con l’obiettivo dichiarato di restituire il comparto alla città.
Il piano interessa una superficie complessiva di 24.825 metri quadrati. Le destinazioni d’uso prevedono 5.195 metri quadrati per attività ricettive e 7.770 metri quadrati per funzioni residenziali. Di questi ultimi, 2.260 metri quadrati saranno ceduti al Comune come contributo straordinario, calcolato in luogo del contributo monetario dovuto per l’apertura di nuove camere d’albergo, per un valore complessivo stimato in 9,6 milioni di euro. Sono inoltre previsti 4.180 metri quadrati di verde pubblico e 2.950 metri quadrati destinati alla viabilità.
Nel dettaglio, il piano prevede il restauro degli edifici storici affacciati sul rio delle Convertite e il recupero degli immobili più recenti lungo il rio di San Biagio, entrambi con destinazione abitativa. È prevista anche la ricostruzione dell’ex teatro di posa, parzialmente demolito, anch’esso destinato a residenza e in parte pensato per ospitare lavoratori della struttura alberghiera. Sul fronte lagunare è programmata la realizzazione di un nuovo edificio ricettivo di circa 1.450 metri quadrati, con 30 camere, che andrà a completare l’affaccio sul canale.
Nell’area Trevisan sono inoltre previsti due nuovi edifici a destinazione ricettiva, per complessivi 1.430 metri quadrati e 22 camere. Gli edifici di archeologia industriale presenti nel comparto saranno ristrutturati e riutilizzati per ospitare servizi legati alle attività turistico-ricettive, come ristorazione e spazi wellness.
Nel complesso, il progetto prevede la realizzazione di 57 nuove camere alberghiere riconducibili all’hotel Molino Stucky, che raggiungerà così circa 300 camere totali, e la creazione di 88 alloggi residenziali. Di questi, 22 diventeranno di proprietà comunale, 32 saranno destinati a ospitare i dipendenti dell’albergo e i restanti saranno immessi sul mercato.
Durante l’esame della delibera, la giunta ha presentato un emendamento che introduce alcune condizioni aggiuntive. In particolare, è stato stabilito che i permessi di costruire per le strutture alberghiere potranno essere rilasciati solo dopo la cessione e la consegna al Comune degli immobili residenziali previsti come contributo straordinario. È stato inoltre introdotto un vincolo che vieta l’utilizzo delle nuove abitazioni destinate ai dipendenti per affitti brevi, bed & breakfast o altre forme di ricettività extra-alberghiera per dieci anni. Con l’adozione del Pua si avviano ora le verifiche ambientali previste dalla normativa e il percorso che porterà alla stipula della convenzione urbanistica entro 90 giorni dall’approvazione definitiva.
Parallelamente, il Consiglio comunale ha approvato una seconda delibera che riguarda le richieste di ampliamento e riqualificazione presentate da undici alberghi del centro storico tra il 2021 e il 2025. L’area interessata è quella dei sestieri centrali di Venezia, come definita dalla delibera “blocca-alberghi” approvata nel 2017, che esclude Giudecca e isole e prevede che ogni nuovo intervento ricettivo debba passare dal vaglio del Consiglio comunale.
La delibera raccoglie sia le richieste accolte sia quelle respinte dagli uffici, scelta motivata dalla giunta con l’intento di evidenziare che solo i progetti ritenuti coerenti con gli obiettivi comunali sono stati approvati. Gli interventi autorizzati riguardano complessivamente 1.967 metri quadrati di superficie ricettiva aggiuntiva e la realizzazione di 23 nuove camere. In alcuni casi, pur a fronte di un ampliamento delle superfici, il numero di camere risulta ridotto, a seguito di interventi di riorganizzazione interna.
Nel testo approvato si sottolinea come l’entità degli ampliamenti sia considerata compatibile con le politiche di contenimento dello sviluppo ricettivo nel centro storico, orientate a migliorare la qualità delle strutture esistenti piuttosto che incrementare in modo significativo l’offerta. Le opposizioni hanno chiesto di votare separatamente le singole richieste, ritenendo che alcune operazioni di mera riorganizzazione potessero essere valutate diversamente. La maggioranza ha invece scelto di mantenere un voto unitario sull’intero pacchetto.
La discussione consiliare si è svolta in un clima acceso, con la presenza in aula di circa un centinaio di cittadini e attivisti che hanno manifestato il proprio dissenso attraverso striscioni, cartelli e interventi verbali. Le proteste si sono concentrate soprattutto sul progetto ex Scalera, considerato da associazioni e comitati come un ulteriore rafforzamento della vocazione turistica a discapito della residenzialità. Nonostante le numerose interruzioni, la seduta si è svolta senza interventi delle forze dell’ordine e si è conclusa con l’approvazione delle delibere: 22 voti favorevoli e 12 contrari per il Piano ex Scalera-Trevisan, voto compatto della maggioranza a favore e dell’opposizione contro per il pacchetto sugli alberghi.
Nel corso del dibattito è stato richiamato anche il quadro generale dei posti letto in città dopo l’introduzione della blocca-alberghi. Secondo i dati del Comune di Venezia, negli anni successivi al 2017 i posti letto alberghieri nel centro storico sono rimasti sostanzialmente stabili o in lieve diminuzione, mentre è cresciuta in modo significativo l’offerta extralberghiera. Tra il 2019 e il 2024 i posti letto extralberghieri sono aumentati di oltre 5 mila unità, con una forte concentrazione nel centro storico. Un fenomeno che, secondo diversi interventi, rappresenta una delle principali criticità nella gestione della residenzialità e del turismo in città.
L’approvazione definitiva del Piano urbanistico ex Scalera-Trevisan avverrà dopo la fase di osservazioni e controdeduzioni, e spetterà al prossimo Consiglio comunale che uscirà dalle elezioni previste nella primavera del prossimo anno. Intanto, il fatto che si possa interpretare la tendenza come tesa a favorire sempre più lo sviluppo di una natura turistica della città alimenta il dibattito tra i cittadini (che sono sempre meno).
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